
Le indagini della procura, le polemiche politiche, i problemi ad amministrare la città: il perché dei tanti no lo ha spiegato ieri Raffaele De Dominicis, ex magistrato della Corte dei Conti e assessore al Bilancio del Comune per soli quattro giorni dopo le dimissioni di Marcello Minenna, saltato perché risultava indagato. «Probabilmente mi sono salvato per caso dalla mischia, io avrei fatto solo il bene di Roma», ha sottolineato De Dominicis. «Oggi non ci metterei le mani: troppi a prendere la parola». Un problema che si riflette anche sulla questione stadio dopo il sì di massima uscito dall’incontro in Campidoglio con Roma e Parnasi. L’argomento ha spaccato di nuovo la maggioranza, riflesso di una base M5S ancora non convinta della sostenibilità del progetto. Un esempio concreto, a parte ieri mattina la manifestazione di Legambiente a Tor di Valle: «Presenterò una denuncia penale e un ricorso al Tar. E con me lo faranno altri del Movimento», ha scritto Francesco Sanvitto, architetto coordinatore del tavolo urbanistica del M5S, per commentare la «squallida trattativa» sullo stadio. Martedì prossimo i grillini anti stadio saliranno in Campidoglio «per portare al sindaco – scrive Sanvitto su Facebook – una lettera accompagnata dalla delibera di annullamento del pubblico interesse: Virginia, c’é posta per te!». «Qualora la sindaca non dovesse accogliere le richieste — spiega Sanvitto —, gli attivisti sono già pronti per il ricorso al Tar e alla Procura».