Il pallone si ferma. Per una volta il dolore è più forte del business, dei calendari e delle esigenze televisive. La Figc ha sospeso tutte le gare del weekend, dal campionato di serie A fino alle serie dilettantistiche. Una decisione assunta con tempestività, pochi minuti dopo la notizia della morte di Piermario Morosini e giusto in tempo per stoppare Milan-Genoa a San Siro. Mentre il presidente del Coni, Gianni Petrucci, ha subito invitato le federazioni a far osservare un minuto di silenzio in occasione di tutte le manifestazioni sportive, Giancarlo Abete ha deciso di andare oltre fermando il campionato, non senza tensione con la Lega Calcio che ora si ritrova a riscrivere il calendario. «Lo stop è stato deciso in autonomia dalla Figc» precisano con freddezza da via Rossellini.
Quando dall’altoparlante dello stadio è stato annunciato il rinvio della gara sono partiti gli applausi mischi a qualche fischio. Milan e Genoa sono rientrate in campo più tardi per allenarsi sul terreno del Meazza. Grande choc nel ritiro dell’Udinese. «È una delle giornate – racconta il presidente Giampaolo Pozzo – più tristi della mia carriera nel calcio. Sono venuto a sentire dalla televisione che era stato male. Dopo un’ora e mezza abbiamo avuto notizia del decesso. L’allenatore e i giocatori si sono subito rifiutati di giocare. Non c’era lo stato d’animo giusto per farlo». Il resto delle squadre ha rivisto i rispettivi programmi. Viaggi di ritorno anticipati per chi, come la Lazio, era già partita per la trasferta: i biancocelesti sono rientrati nella Capitale da Novara ieri sera. La Roma ha fissato un allenamento per stamattina, mentre il presidente Thomas DiBenedetto, in partenza ieri dagli States per l’Italia, ha fatto in tempo ad annullare il viaggio. La notizia della tragedia ha fatto in fretta il giro del mondo, tanto che in Spagna, prima di Real Madrid-Sporting Gijon, è stato osservato un minuto di silenzio mentre il Barcellona ha giocato col lutto al braccio a Valencia. Gli stop del calcio sono una rarità . Dal dopoguerra la serie A, scioperi di giocatori a parte, si era fermata il 5 febbraio ’95, una settimana dopo la morte del tifoso del Genoa Vincenzo Spagnolo in seguito a scontri con i milanisti fuori da Marassi. Un’altra sfida tra Genoa e Milan, un tragico ricorso storico. Altra sospensione il 2 aprile del 2005, in occasione della morte di papa Giovanni Paolo II: e la Lega Calcio decise di allinearsi al lutto nazionale. L’ultimo evento che fermò il calcio fu l’uccisione dell’ispettore di Polizia Filippo Raciti a Catania, il 2 febbraio 2007. Cinque anni dopo il senso d’ingiustizia è lo stesso.
Il Tempo – Alessandro Austini