Magari alla fine non si potrà neanche giocare a pallone. E forse si soprassiederà, come dicevano Franco Franchi e Ciccio Ingrassia. Ma pensare di mettersi in mutande nella notte a Siena, perché di questo si tratta anche se da superpagati, per uno spettacolo che potrebbe non esserlo affatto, innervosisce non poco. Ed è, questo sì molto comico. Più di Franco che salta in braccio a Ciccio.
È giusto così? No, non lo è. Possiamo avere almeno una sorta di tutela per i vecchi e nuovi investimenti in mutande della nostra Roma? Possiamo aspettarci che una partita di calcio, sia pur invernale, non si trasformi in una poco romantica “Holiday on ice”? No, non possiamo. Facciamoci comperare il biglietto da un fidelissimo schedato con la tessera del tifoso, facciamoci timbrare la mano come a Eurodisney, diamo il codice fiscale, due foto tessera e l’analisi del sangue non anteriore ad una settimana, lasciamo la bottiglietta d’acqua all’ingresso perchè è arma impropria… ma schiantiamoci sui gradini ghiacciati del “Franchetto” senese.
E non voglio neanche dire che cosa rischiano in campo i miei – nostri ragazzi. Magari alla fine non si giocherà neanche a pallone. Faranno venti minuti, prenderanno tutti l’influenza e i geloni, e si ripeterà quel che resta dei 90’ a ferragosto, dopo gli Europei. Perchè voi vi stupireste?
Il Romanista – Stefano Romita