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Roma, tutto da rifare: Summerville sceglie i soldi

Roma, tutto da rifare: Summerville sceglie i soldi

L’affare Summerville si interrompe sul più bello: l’Al-Hilal rilancia con cifre da capogiro e cambia gli equilibri del mercato romanista.

Dopo l’accordo tra la Roma e il West Ham, sulla base di 50 milioni per l’acquisto, Crysencio Summerville, fino a ieri mattina entusiasta di trasferirsi nella Capitale, verso mezzogiorno è stato raggiunto dalla proposta dell’Al-Hilal, il club saudita allenato da Simone Inzaghi che tradizionalmente non bada a spese, in grado di mettere sul piatto 80 milioni per soddisfare gli inglesi e altri 60 per convincere il calciatore con uno stipendio da 15 milioni a stagione per quattro anni.

Cifre da capogiro che hanno fatto svanire, con uno schiocco di dita, tutte le buone premesse dei giorni scorsi: il desiderio di mettersi in gioco in Serie A, la gioia di disputare la Champions League, il fascino del progetto di Gasperini, la voglia di ricongiungersi con il connazionale Malen e persino la disponibilità a ridurre le pretese legate all’ingaggio (chiedeva 6 milioni, ne aveva accettati 4).

Sfuma il colpo più costoso di sempre

I giallorossi, come scrivono Jacopo Aliprandi e Giorgio Marota sul Corriere dello Sport, mentre speravano nel lieto fine, stavano organizzando tutto: lo sbarco, il post dell’annuncio, le foto di rito e un primo video di saluto ai tifosi. Intorno alle 20, al termine di una giornata convulsa, Summerville aveva già sostenuto le visite mediche. Così, a breve distanza dal voltafaccia di Çelik, è scoppiato l’ennesimo caso a Trigoria. La dirigenza romanista, a dirla tutta, aveva fatto il massimo, e forse anche di più, per concludere in fretta l’operazione. Dopo una prima proposta da 40 milioni più bonus e una seconda da 43 con l’aggiunta di premi facilmente raggiungibili, entrambe respinte, i capitolini erano arrivati a metterne sul tavolo 50 tra parte fissa e parte variabile.

L’olandese sarebbe dunque diventato l’acquisto più costoso della storia della società, un investimento enorme anche per una proprietà facoltosa come quella texana. D’Amico dovrà quindi cambiare obiettivo: Nusa e Godts sono i primi della lista, Schjelderup e Moreira i profili più duttili, Mbaye il giovane (18 anni) che, però, non potrà soddisfare da solo la sete di campioni di una piazza che adesso chiede una reazione immediata.

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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