Se il batticuore da derby vi consente di allargate l’orizzonte, vi accorgerete che storia e geografia raccontano come il matrimonio tra Roma e Spagna in passato abbia portato bene. La massima espansione dell’Impero, infatti, si raggiunse proprio sotto un imperatore nato nella penisola iberica, precisamente vicino all’attuale Siviglia. Cioè, fatti i debiti paragoni con l’universo pallonaro, è come se circa 5,5 milioni di kmq fossero amministrati da Luis Enrique e guidati sul campo dai consoli Francesco Totti e Daniele De Rossi. Ecco, all’andata dopo 38 minuti il centrocampista azzurro si è ritrovato l’unico romano in gioco in una sfida che, perciò, a quel punto di Capitale aveva solo il (vibrante) contorno.
CACCIA AL GOL – Proprio vero. Per questo, se si volesse disegnare il lieto fine perfetto a tinte giallorosse di questa storia con vista sul derby, occorrerebbe che De Rossi segnasse un gol decisivo. Finora il suo malinconico bilancio è di una rete incastrata in un 4-2 per la Lazio da dimenticare. Un acuto che vale punti, invece, avrebbe senz’altro un sapore diverso, unico. Quanto basta per sognare una corsa sotto la Sud ed un abbraccio stretto a Luis Enrique. Come a dire, non ci sarà più l’Impero, ma Roma e Spagna stanno sempre bene insieme.
Gazzetta dello Sport – Massimo Cecchini