Quei tifosi viola, e non solo viola, che hanno “applaudito” il comportamento del tecnico Delio Rossi dovrebbero sapere che se quella rissa vergognosa l’avessero provocata loro, avrebbero avuto il Daspo. Rossi se l’è cavata invece perché secondo il questore di Firenze, Francesco Zonno, si è trattato di una “questione” avvenuta “sul campo di gioco fra due tesserati”, lui appunto e il calciatore Ljajic, e non ha “inciso sull’ordine pubblico”. Di conseguenza, è intervenuto (solo) il giudice sportivo, che ha dato tre mesi di squalifica a Rossi (pochini), mentre è incredibile come né l’arbitro (Giannoccaro) né il quarto uomo (Tommasi) non abbiano visto nulla e non siano quindi intervenuti per cacciare subito Rossi dal campo.
L’Osservatorio del Viminale adesso si è “inventato” l’albo degli striscioni, valido (solo) per le trasferte. Per carità, conoscendo le persone che dirigono l’Osservatorio va apprezzata la buona volontà e il tentativo di agevolare le tifoserie. Ma lo scopo, secondo noi, non è stato certo raggiunto. E’ un sistema per burocratizzare le cose ancora di più, per soffocare la fantasia, per complicare la vita al tifoso. Il calcio deve essere divertimento, sfottò, ma anche semplicità. Era tanto difficile stabilire che gli striscioni dovevano passare al vaglio del responsabile dell’ordine pubblico? Un esempio: i tifosi che vanno in trasferta li mostrano prima di entrare allo stadio; se ve bene passano, altrimenti vengono messi da parte. Stabilire a priori un albo è semplicemente assurdo: e se uno volesse inventarsi uno striscione all’ultimo momento? E poi chi stabilisce quali frasi vanno bene e quali no? Che facciamo, una commissione etica? Per carità. Idea, come detto, lodevole. Risultato fallito in pieno. Buon segno invece che all’ultima riunione dell’Osservatorio siano state invitate per la prima volta alcune rappresentative dei tifosi: un (piccolo) passo avanti rispetto al passato quando c’era una chiusura totale. Anche se il mondo dei tifosi è molto variegato. Ma ora ci vuole un intervento più forte, più attento, da parte della Lega di serie A anche perché, nelle intenzioni, dovrebbero davvero essere i club a gestire, dalla prossima stagione, il progetto della tessera del tifoso o tessera fedeltà (fidelity card) come vogliamo chiamarla. Cosa vogliono fare? Cosa cambia? Le campagne abbonamenti vanno stabilite in questo periodo ed è giusto che i tifosi sappiano nel dettaglio, e con la massima trasparenza, a cosa vanno incontro. A fine campionato sarà necessaria quindi una riunione. Il Viminale, giustamente, vuole che siano i club a farsi carico di un progetto che, tranne rare eccezioni, hanno subito più che assecondato. Ma anche i politici, che sovente si divertono a parlare di calcio e non disdegnano un invito in tribuna vip, dovrebbero davvero mettere mano all’articolo 9, quello che proibisce al tifoso di avere la tessera (quindi di poter abbonarsi e andare in trasferta) se ha subito una condanna per reati da stadio o ha avuto un Daspo nei cinque anni precedenti. Non importa se la condanna è stata ampiamente scontata. Una norma assurda, lo stesso Osservatorio è d’accordo nel cancellarla: ma tolti i Radicali, che hanno fatto qualche (timido) sondaggio, gli altri partiti non se ne interessano assolutamente.
Repubblica.it – F. Bianchi