La battuta più amaramente efficace l’ha regalata un tifoso giallorosso tanto deluso quanto informato:
Infortuni & Preparazione – Più preciso, invece, è il dato che sabato sera ha posto su fronti diversi Luis Enrique spagnolo e Walter Sabatini: possibile che vedere la Roma in testa alla classifica dei primi tempi (55 punti) e penultima in quella dei secondi (30) non significhi nulla? Per l’allenatore è solo una curiosità, per il d.s. invece no. Domanda: c’è forse una preparazione da mettere a fuoco. Su questo tema poi s’innesta il discorso relativo agli infortuni. Se gli stop per i flessori sono quasi un caso (…), in generale i guai muscolari sono stati 19 (compresi quelli accusati da Borini e Totti a San Siro, ancora da valutare), senza contare che le giornate perse dai giallorossi proprio per infortunio assommano ormai a 131, anche perché Luis Enrique non è allenatore che mandi in campo giocatori a rischio. Risultato: Roma 5a in questa sventurata classifica, con l’aggravante però di aver dovuto giocare (a differenza di Milan e Lazio, ad esempio) solo i preliminari in Europa e appena due turni di Coppa Italia.
Qualità I titoli di coda, perciò, sarebbe ingeneroso lasciarli solo all’autocritica di Sabatini (“evidentemente sul mercato si è sbagliato qualcosa”). Al di là della tattica, il lavoro a Trigoria dovrà crescere. Perché “il primo anno l’obiettivo è raggiungere la zona Champions”. Parola di Bojan a San Siro. Probabile che qualcuno gliel’abbia detto, no?
La Gazzetta dello Sport – Massimo Cecchini