Aurelio Andreazzoli insiste. Si vuole giocare «questa grande chance». E lunedì, a Coverciano, ha detto esplicitamente «Io credo nei sogni». Non ha rivelato quali, ma nello spogliatoio c’è la convinzione di tutti, staff tecnico e calciatori, di ribaltare la situazione attuale con la Roma lontana dal terzo posto. Di rovesciare la stagione deludente con il finale che nessuno si aspetta. Francesco Totti avverte, conoscendo bene la storia giallorossa: «Bisogna restare con i piedi per terra». Linea sposata dal nuovo allenatore: «Il nostro obiettivo è affrontare l’Atalanta sfruttando l’onda positiva: la vittoria di sabato è un punto di partenza, una base su cui costruire qualcosa». La rimonta da Champions.
I VANTAGGI E GLI HANDICAP Andreazzoli è come se fosse ripartito da zero. Soprattutto tatticamente. Difesa a tre e schermata, attenzione e addestramento sui calci piazzati, equilibrio tra i reparti, sedute di allenamento intense e basate sulla velocità, lavoro in palestra. In più ha rilanciato Stekelenburg, De Rossi e Marquinho, e ha coinvolto maggiormente Pjanic e Lamela. L’organico, almeno per un paio di mesi, potrebbe invece non essere sufficiente. Gli infortuni di Castan e Destro, ancora in convalescenza, penalizzano la difesa e l’attacco, anche perché Burdisso e Osvaldo sono diffidati e quindi a rischio squalifica (a Bergamo già mancheranno De Rossi e Totti). Ieri il capitano ha interrotto il lavoro per un indurimento alla coscia dopo un colpo di tacco. De Rossi e Pjanic si sono fermati per un affaticamento ai flessori.
Il Messaggero – Ugo Trani