
A chi lo incolpava di eccesso di velocità nella riabilitazione dopo la prima operazione, il Professore della nota clinica romana ha replicato: «I tempi erano perfetti, gli stessi di Rudiger, Capradossi, Mario Rui e Ponce. Si parla di 4 mesi, col giocatore che alla fine del terzo viene restituito al club. E al controllo del primo febbraio Florenzi era ok. I preparatori della Roma lo hanno seguito con grande attenzione, hanno il loro protocollo, io sul ritorno in campo del giocatore non posso dire niente. Io quando opero non ho la pretesa di fare dei Robocop, non posso garantire che non ci siano altri incidenti». L’umano col numero 24 è rimasto a Villa Stuart fino a lunedì scorso, dopo un controllo di routine è stato dimesso ed ha preferito l’uscita sul retro per tornare a casa con la famiglia, senza essere disturbato dai cronisti presenti. A mente fredda ha poi scritto sui social network un messaggio di speranza, con citazione della canzone «Combattente» di Fiorella Mannoia: «Chi non lotta per qualcosa ha già comunque perso. E anche se il mondo può far male, non ho mai smesso di lottare… Grazie a tutti!». «I campioni si rialzano sempre. Daje Florenzi!», gli auguri di buona guarigione scritti su uno striscione al Colosseo. L’esterno si è rimesso a lavoro e sta seguendo la nuova tabella di recupero, che per ora prevede solo fisioterapia ad alte dosi e riposo. Gli step li conosce a memoria, tapis roulant e piscina gli terranno compagnia per qualche tempo: l’obiettivo è fare la fase finale della preparazione estiva con la squadra.