«Era quello che volevo». Fabio Borini ha risolto anche il secondo dilemma di questa sua lunga estate. Il primo era legato alla sua partecipazione a questo Europeo. Era stato inserito, abbastanza a sorpresa, da Cesare Prandelli, prima nella lista dei 32 papabili per Polonia&Ucraina, poi in quella definitiva dei 23. Il dubbio era se lasciarlo ancora nell’Under 21 di Ciro Ferrara. Il ct ha deciso di portarlo e adesso è qui, nello stadio Olimpiyasiy, monumentale impianto in mezzo alla città, vigilia della partita decisiva contro l’Inghilterra. Il secondo rebus lo ha risolto venerdì la Roma, che si è aggiudicata il giocatore alle buste, dopo una trattativa serrata e lunga, per quanto anche infruttuosa, con il Parma. E il giorno dopo, l’esterno azzurro, capelli cortissimi, è felice. «Era quello che volevo, l’ho sempre detto, adesso è diventato realtà».
E ADESSO I GOL – Borini è pronto a mettersi ancora una volta in discussione. Da Luis Enrique a Zeman, bisognerà cambiare nuovamente gli orizzonti. Il suo primo anno (in prestito) in giallorosso non è andata comunque male. Ha segnato nove reti, ha contribuito spesso a risollevare la Roma nei suoi momenti più bui. Adesso arriva Zeman: «Che non conosco, lo conosce Francesco (Totti, che lui chiama, come tutti, Checco, ndr) che non ho ancora sentito, ma questo basta». Di Zeman, però, conosce la sua bravura nel plasmare i giovani e nel trasformarli in campioni. Basti pensare, per rimanere al passato recentissimo, a Ciro Immobile, l’attaccante che è esploso nel Pescara, 28 reti nell’ultima stagione: «Sarebbe bello poter ripetere il suo exploit».
Corriere dello Sport – E. Pinna