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Nainggolan sul caso Balogun: “È la prova che il pallone ormai è solo una questione di soldi. A cosa servono i cartellini, se poi di fatto vengono tolti?”

Nainggolan sul caso Balogun: “È la prova che il pallone ormai è solo una questione di soldi. A cosa servono i cartellini, se poi di fatto vengono tolti?”

Il caso Balogun continua a far discutere in molti e anche alcuni personaggi del mondo romanista sono intervenuti a riguardo.

Nella giornata di ieri, 5 luglio, la FIFA ha deciso di sospendere la squalifica automatica di una giornata inflitta a Folarin Balogun, attaccante degli Stati Uniti espulso con rosso diretto nella sfida ai sedicesimi contro la Bosnia. Una decisione che non è andata giù a molti, perché consente al centravanti americano di essere a disposizione per la partita degli ottavi di finale contro il Belgio. La scelta della FIFA è stata accolta con favore negli Stati Uniti e anche da Donald Trump, che secondo alcuni avrebbe influito nella decisione della federazione calcistica .

Nainggolan attacca: “A Ronaldo hanno tolto due giornate di squalifica per fargli giocare il Mondiale dalla prima partita

Sul caso è intervenuto anche Radja Nainggolan, ex centrocampista della Roma e della nazionale belga. Intervistato da La Repubblica, il Ninja ha criticato duramente alcune scelte che stanno caratterizzando il torneo:

“Così il calcio non è più calcio. A Ronaldo hanno tolto due giornate di squalifica per fargli giocare il Mondiale dalla prima partita. A Balogun ora la sospendono. E l’hydration break non ha senso. È la prova che il pallone ormai è solo una questione di soldi”.

Nainggolan ha poi invitato i giocatori del Belgio a restare concentrati sulla partita:

“I ragazzi della nostra nazionale non devono distrarsi con la vicenda Balogun. Noi fuori dal campo possiamo lamentarci, sia i tifosi sia la federazione, ma loro devono pensare alla partita. In amichevole, prima del Mondiale, hanno battuto gli Stati Uniti 5-2”.

L’ex giallorosso ha commentato anche la reazione di Trump:

“Trump? Non lo critico. È una normale reazione da tifoso americano, avrei fatto lo stesso al posto suo. La responsabilità è tutta di chi ha preso la decisione. A cosa servono i cartellini, se poi di fatto vengono tolti?”.

Rudi Garcia: “Pensavo fosse il primo aprile”

Durissimo anche Rudi Garcia, ex allenatore della Roma e attuale commissario tecnico del Belgio che ha commentato la vicenda con sarcasmo:

“Non sapevo che per la FIFA il 5 luglio fosse il primo d’aprile. È il pesce d’aprile”.

Garcia ha poi rimandato al comunicato della federazione belga, sottolineando come la protesta non riguardi soltanto l’interesse del Belgio, ma anche la tutela del calcio:

“Voglio fare riferimento anche al comunicato della federazione, lì c’è scritto tutto. La federazione non difende solo se stessa, ma anche il calcio in generale, l’integrità e l’etica. Credo sia la prima volta nella storia che viene presa una decisione del genere”.

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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