In occasione della sfida tra Italia e Bosnia, valida per l’accesso al Mondiale, Zukanovic è tornato a parlare del suo passato e dell’attualità, soffermandosi sia sulla Roma che sulla nazionale bosniaca.
Intervenuto ai microfoni di Retesport, l’ex difensore ha analizzato il momento dei giallorossi e le insidie della gara contro gli Azzurri. Sulla pressione che accompagna la Nazionale italiana, ha sottolineato: «Pressione? Soprattutto per l’Italia perché per la 3° volta potrebbe non partecipare al Mondiale. Una Nazionale che è abituata a giocare questa competizione, per cui, c’è tanta pressione. La Bosnia ha cambiato tanto, c’è una squadra giovane con fame quindi se non riuscirà ad accedere al torneo iridato si continuerà a pensare nel costruire qualcosa di migliore. I ragazzi sono consapevoli, e dovranno dare tutto, sarà una bella partita intensa».
Zukanovic: “In Italia sono abituati a stadi come quello di Zenica”
Parlando dell’atmosfera ha dichiarato: «In tutti gli stadi si trovano ambienti diversi, l’unico problema è la capienza perché i posti sono ridotti. Sicuramente chi ci sarà sarà caldo e canterà ma tutti in Italia sono abituati basta pensare a quello che succede a Roma e Napoli. Le immagini sono particolari con i palazzi dietro e le personale che potranno vedere la partita dal balcone. I calciatori hanno tanta esperienza, per cui, varrà solo quello che succederà in campo». Sulla sua esperienza in giallorosso: «È stata bellissima, una delle migliori versioni in cui c’era tanti campioni e grandi calciatori: icone come Totti, De Rossi, c’erano Rudiger, Szczęsny, Allison, Salah, Pjanić, Nainggolan, insomma eravamo una squadra veramente forte ma non siamo riusciti a vincere lo scudetto. Ora è cambiato tanto alla Roma, che seguo sempre».
Zukanovic: “Serviva uno come Gasp alla Roma”
Zukanovic si è poi soffermato su Gian Piero Gasperini: «Ce l’ho avuto all’Atalanta, è un allenatore molto forte, preparato che tiene molto all’intensità. Serviva uno come lui alla Roma, che gioca un calcio aggressivo e in attacco. Servirà un po’ di tempo ma se la gente lo lascia lavorare farà grandi cose». Sul suo stile di gioco ha aggiunto: «Ci tiene a giocare sull’uomo, aggressivo, alto con grande intensità. Oggi il calcio è così, io all’inizio quando ho lavorato con lui facevo fatica a capirlo. Poi quando ho smesso e ho iniziato il percorso da allenatore ho cambiato idea e ho compreso la sua visione. Non esiste più il numero 10, bisogna correre. Lui tiene molto durante la settimana a certi volumi di lavoro».
Zukanovic: “Ho giocato con icone come Totti e De Rossi”
Infine, sui migliori compagni di squadra avuti in carriera: «Ho giocato con le icone del calcio italiano come Totti, De Rossi. Rudiger che ora è al Real Madrid ma anche calciatori con grandi carriere lontano da Roma».