Ha centrato il punto, dopo poco più di un mese di operatività sulla piazza, individuando qual è il problema principale: Italo Zanzi comincia a muoversi e a parlare come volto della proprietà, quasi fosse il presidente Pallotta, dal quale è stato selezionato, scelto e accompagnato a Trigoria. D’ora in avanti in casa Roma dovranno relazionarsi tutti con lui, su qualsiasi questione. Anche i dirigenti, che restano dipendenti e non azionisti. I direttori Franco Baldini e Walter Sabatini, per esempio. (…) Italo Zanzi, appunto: «La proprietà, partendo dal presidente Pallotta, nutre completa fiducia nell’attuale management. Franco e Walter (il dg Baldini e il ds Sabatini, ndr) rappresentano il meglio nel loro settore. Io personalmente ritengo che si tratti di professionisti tra i migliori in circolazione».
LAVORO – Proprio in quei giorni Zanzi ha capito tante cose: «Per me gennaio è stato un mese molto importante, ho potuto imparare cos’è Roma e cos’è la Roma. I risultati sportivi non sono stati positivi e non è stato facile arrivare in un momento così critico. Il mio ruolo è quello di allestire una struttura che permetta alle varie parti della società di lavorare e interagire al meglio. L’obiettivo è quello di riuscire a rappresentare la proprietà, con la speranza di ottenere presto risultati migliori. Capisco l’amarezza dei tifosi, che stanno soffrendo perché a nessuno piace perdere. Ciò che posso dire è che noi vogliamo diventare il miglior club al mondo, dentro e fuori dal campo, e vincere tutti i fine settimana. Devo trovare una posizione di equilibrio tra desideri della proprietà ed esigenze dei tifosi». Una settimana fa Zanzi ha visto con i suoi occhi cosa significa l’amarezza dei tifosi giallorossi: «Stiamo facendo fronte a delle sfide, le squadre diventano grandi quando riconoscono e risolvono i problemi» .
Corriere dello Sport – Alberto Ghiacci