Luis Enrique forse non lo sa. Però Totti con l’Udinese ha già collezionato 14 centri. E alcuni sono autentiche perle, gol da manuale, valgono quasi la rovesciata di Osvaldo. Sono ritagli di storia, ricordi indelebili, è la faccia sbigottita di Platini all’Olimpico al cospetto di Francesco Le Roi e del suo sinistro al volo. Totti contro l’Udinese, in casa e in trasferta, è questo e molto di più. I fatti, innanzitutto. Venerdì sera, il Capitano dovrebbe partire dall’inizio. Ieri Francesco si è allenato regolarmente. Sta su di morale. Prima della seduta si è sfidato a battimuro con Okaka e De Rossi. Della serie: mai stato così sereno. Con il Lecce era pronto. Certo, avrebbe voluto giocare dal primo minuto. Ma da autentico numero 1 ha accettato senza fiatare la decisione di Lucho di schierare dall’inizio Lamela dietro le due punte Bojan e Osvaldo. Nessuna polemica, conta la Roma. A Trigoria sostengono che con l’Udinese potrebbe trovare posto là davanti, mentre Lamela potrebbe continuare a giostrare sulla trequarti. Molto dipenderà anche dai prossimi allenamenti: prima della gara del Friuli ce sono ancora due. Vedremo.
E se venerdì non è quotato il gol di Di Natale, a Udine non quotano nemmeno quello di Totti. Il primo gol ai bianconeri risale alla stagione 97/98. I gol sono due, ma quelli udinesi sono addirittura quattro e la Roma torna a casa con una sconfitta. E’ un caso, ovviamente. La stagione successiva, all’Olimpico, va molto meglio. Il 31 ottobre 1998 Francesco realizza una doppietta. L’elenco delle marcature ai friulani è lungo. Nella stagione dello scudetto, all’Olimpico si esalta: cross di Cafu e sinistro sotto al sette. Platini, che in settimana lo aveva criticato, resta basito. Difficile dire se sia più bello questo gol o quello del 5 ottobre 2002. Passaggio di Batistuta, Francesco stoppa di petto e di controbalzo la piazza in fondo alla rete. Poesia pura. L’estetica del calcio. Ma voi chiamatelo Totti.
Il Romanista – Daniele Galli