La Roma Femminile conquista il terzo scudetto della sua storia: decisiva la doppietta di Giugliano contro la Ternana al Tre Fontane.
Ore 20.29: Maresca fischia e la Roma si cuce il tricolore sul petto. Il terzo della propria storia, tutti arrivati negli ultimi quattro anni. Il Tre Fontane, pieno (2.404 spettatori), esplode. Luca Rossettini alla prima esperienza nel calcio femminile esulta. Il merito più grosso di questo successo è suo. Ma anche del direttore sportivo Simone Canovi e della responsabile del settore femminile giallorosso, Betty Bavagnoli.
Il lavoro di Rossettini e la stagione della consacrazione
Sono stati loro a sceglierlo, nonostante lo scetticismo iniziale e la partenza con la sconfitta nella finale di Coppa di Lega contro la Juventus. Ci è voluto un po’ di tempo, ci sono volute alcune delusioni in Champions League, ma più passavano le settimane e più il primo posto – conquistato e mai mollato dalla giornata numero uno – si cementificava. Inoltre, a due gare alla fine del campionato, la Roma ha vinto lo scudetto con una sola sconfitta. Una sola partita sbagliata a Firenze, peraltro in inferiorità numerica, e poi solo soddisfazioni.Per la matematica c’è stato bisogno di battere la Ternana. 2-0 grazie alla doppietta di Manuela Giugliano. Il primo su rigore (ripetuto), il secondo al volo: lancio di Thogersen, Viens con gli occhi dietro la testa vede l’inserimento e allunga la traiettoria, la numero 10 (12 gol in campionato, 18 in stagione) la chiude col destro. Davanti a Ricky Massara, al vice di Gian Piero Gasperini Tullio Gritti, al CRO Gandler, al cantante Alex Britti e all’attore Vinicio Marchioni, a 20′ dalla fine, inizia la festa.
Le parole dopo il trionfo
Rossettini, dopo il gol della sicurezza, si siede in panchina e non si alza quasi più, se non per protestare in un’occasione: anche lui si vuole godere il momento dopo un anno di lavoro, commentando così il trionfo: “Dedico questa vittoria a mia moglie Valentina e ai miei figli, ma anche alla prima persona che mi ha accompagnato qui, Davide Astori. E pure ad Alex Manninger, che ci ha lasciati da poco. Il merito è comunque delle ragazze e di una società che ci ha supportato”.
“Amo la Roma. amo questa famiglia – le parole invece di Giugliano – ed è molto difficile per me cambiare in Italia. Ho ancora un altro anno di contratto, ma ci sono le basi per costruire un futuro”. La capitana resta, più difficile il rinnovo di Haavi: “Mi godo il momento, c’è una finale da giocare (quella di Coppa Italia il 24 maggio, ndc), poi del futuro si parlerà”. E domani sera passerella all’Olimpico durante Roma–Fiorentina.