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Friedkin, è l’ora delle scelte: Gasperini resta in attesa

Friedkin, è l’ora delle scelte: Gasperini resta in attesa

La Roma attende Ryan Friedkin: rinnovi, possibili cessioni e priorità di Gasperini sul tavolo del vicepresidente.

Finché la matematica non dirà il contrario, i giallorossi possono nutrire la speranza di tagliare il traguardo Champions. Tuttavia, visto il pareggio del Como, sarebbe meglio conquistare prima il quinto posto e poi mettersi alla finestra, sapendo anche che qualsiasi sarà il risultato della Coppa Italia non si scivolerà in Conference League.

Domani tra i 60mila dell’Olimpico dovrebbe esserci anche Ryan Friedkin. Il condizionale è d’obbligo: il vice presidente è infatti sbarcato all’aeroporto di Ciampino venerdì, ma nessuno lo ha ancora visto a Trigoria. Inevitabile immaginare che possa palesarsi a breve, forse già in giornata. Anche perché si tratta di una presenza non secondaria, visto che formalmente non è stata fissata ancora nessuna riunione operativa è tempo di pensare alla nuova Roma.

Friedkin, quanti nodi da sciogliere

Dopo l’addio di Ranieri e Massara sfiduciato pubblicamente da Gasperini, va presa una decisione. Per sostituirlo il tecnico preme per D’Amico e Manna, che però i rispettivi club di appartenenza non intendono liberare. In calo, al momento, le opzioni Paratici e Giuntoli. Vien da sé che già da questa scelta si capirà molto. Perché non avendo sostituito la figura di Ceo della Souloukou, bisogna capire se i Friedkin abbiano intenzione di inserire un’altra figura oltre al futuro ds. Non fosse così, la Roma sarebbe veramente nelle mani di Gian Piero Gasperini. Un inedito per il calcio italiano.

Secondo punto: i rinnovi. Rispetto alla volontà fatta trapelare urbi et orbi nel post InterRoma, sono tornati tutti in ballo. Cristante e Mancini sono già stati definiti, Hermoso aspetta di far scattare la clausola unilaterale entro il 30 giugno, Pellegrini e Dybala attendono soltanto che si inizi a parlare (per l’argentino, ad esempio, l’idea è di proporre una base fissa sui 2 milioni più un contratto a gettone a seconda delle presenze, reti, assist e obiettivi raggiunti).

Terzo punto: i calciatori da sacrificare sull’altare del settlement agreement. Se è vero che l’ingresso del nuovo main sponsor, qualche introito da calciatori non centrali nel progetto come Salah-Eddine, Baldanzi, Shomurudov, il bonus di 4 milioni per la salvezza del Sunderland con Le Fée, il trend dei conti in continuo miglioramento (-185 milioni nel 2020/21, -219 nel 2021/22, -103 nel 2022/23, -81 nel 2023/24, -54 nel 2024/25), più il risparmio su qualche contratto può abbassare la soglia degli 80 milioni, almeno un paio di big saranno ceduti. L’indiziato principale appare essere Koné, ma occhio ai calciatori che sono stati pressoché ammortizzati come Pisilli, N’Dicka, Svilar e Soulé.

Quarto punto: definizione del nuovo staff medico e di parte dello staff tecnico attuale, visto che almeno il 60% è composto da uomini di Claudio Ranieri. E poi ultimo, ma non certamente secondario, il mercato. Gasp in tal senso ha le idee molto chiare e stavolta vuole essere seguito: “Se ho delle responsabilità tecniche allora è giusto avere una credibilità e che io venga accontentato”. Sono quattro le sue priorità: un terzino sinistro, Angeliño partirà, due esterni alti a sinistra e uno a destra, al netto chiaramente delle partenze.

IL MESSAGGERO (Stefano Carina)

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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