
SIGNORA DIFESA – Prima della gara, Manolas non aveva usato tanti giri di parole per dire che «dobbiamo vincere la partita e fare solo questo». Ha visto bene e giocato meglio. C’è stata una sola imperfezione nei suoi 90 minuti: sul gol di Icardi, ha chiuso in ritardo l’assist di Perisic, così come Rüdiger ha perso all’ultimo istante Maurito. Ma quei tre, dietro, sono una sicurezza. Ieri sera Spalletti ha aggiunto anche Juan Jesus, spostandolo sulla sinistra per controllare Candreva, che non è mai entrato in partita. Quando era necessario, la Roma ha difeso a cinque, arretrando anche Bruno Peres (su Perisic) oltre a Juan Jesus. E lo ha fatto con grande convinzione.
IL DOMINIO DI FAZIO – L’Inter, soprattutto nel secondo tempo, ha attaccato molto, è stata a lungo a ballare nell’area romanista, ma quei tre davano la sensazione di essere insuperabili. Nel gioco aereo lo erano di sicuro: ogni cross finiva sulla testa di Fazio (che ha dominato la scena) o di Manolas. C’è un’intesa forte fra loro, un filo magico che li unisce e li fa reparto. Dei tre, ieri si è sganciato più spesso Manolas, ma il meccanismo di copertura ha funzionato bene, senza intoppi, senza ritardi se non in occasione del gol interista.
LA PROTEZIONE – In una squadra che segna così tanto (13 gol nelle ultime 4 partite), una difesa tanto solida è una garanzia. Dà tranquillità al resto della squadra. Dopo le 3 reti prese a Marassi dalla Samp, la Roma ha incassato appena due gol, uno dal Torino (Maxi Lopez sul 3-0 per i giallorossi) e uno ieri sera da Icardi: zero gol subiti dalla Fiorentina e a Crotone. Il lavoro di filtraggio di De Rossi aiuta molto la squadra in fase difensiva, ma il trio Rüdiger-Fazio-Manolas è arrivato a un notevole livello di affidabilità. Per robustezza, forza fisica ed energia atletica è vicino al trio storico della Juventus. Trasmette la stessa sensazione di sicurezza. E di questo ne gode anche Szczesny, pure lui protagonista di una grande stagione, come ha dimostrato anche ieri sera a San Siro.