
OCCASIONI – Se non gli episodi, allora c’è da analizzare una prestazione. E qui trapela tutta l’amarezza di Pioli, comunque pronto a sottolineare come, a suo avviso, non ci sia stata così ampia differenza tra le due squadre. «E’ stata una gara complicata, difficile, abbastanza equilibrata. Loro hanno davvero tanta qualità, sono forti e sono stati più chirurgici di noi nel concretizzare le occasioni. Al contrario di noi. Alla fine la differenza è stata questa. Con un pizzico maggiore di attenzione quei gol si potevano evitare. Murillo, ad esempio, sul primo gol avrebbe dovuto uscire, per andare a raddoppiare su Nainggolan. Anche il rigore è colpa nostra». C’è però da spiegare una formazione che ha sorpreso anche Ausilio («Ha stupito anche noi, ma quando lavora in settimana un tecnico si convince di certe idee. Siamo con lui», aveva detto il dg nerazzurro prima del fischio d’inizio) e che ha mostrato qualche mancanza, che la Roma è riuscita a sfruttare. «Anche se mancava Miranda, siamo andati in campo con lo stesso modulo delle ultime uscite – racconta Pioli -. Ci eravamo preparati per fare una gara offensiva sugli esterni e, allo stesso tempo, avere dinamismo e fisicità in mezzo al campo. Inoltre, non volevamo dare punti di riferimenti alla loro linea difensiva, che è molto fisica. Nel primo tempo ci siamo mossi poco senza palla, mentre nel- la ripresa siamo andati meglio. Cos’è cambiato? Siamo cresciuti nella gestione del pallone e nella velocità. Avremmo potuto pareggiare con Joao Mario prima dell’intervallo e poi con Perisic. In quelle situazioni bisogna colpire».
RIPARTIRE – Ora l’obiettivo Champions è più lontano. «E’ uno stop che non volevamo, ma il campionato è ancora lungo, mancano tante partite». Gagliardini aggiunge che «la Champions non deve diventare un’ossessione», ma ammetter pure che «forse ci è mancato qualcosa in termini di cattiveria e di coraggio. Le decisioni dell’arbitro? Magari ci hanno penalizzato, ma non credo abbiano influito sul risultato». Delusione anche da parte della proprietà. Jindong Zhang non aveva mai visto perdere l’Inter dal vivo. Invece, ieri notte è già ripartito per Nanchino dovendo digerire una sconfitta pesante. A Milano, oltre al figlio Steven, resterà per qualche giorno Thohir.