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È una Roma da mondiale

È una Roma da mondiale

Sono sei i giocatori giallorossi impegnati al mondiale: Ndicka, Wesley, El Aynaoui, Koné, Malen e Celik. Storie diverse, ma tutti puntano a fare bene.

Il Messaggero (S.Carina) – Non sono in tre. E non sono in cerca d’autore. Ma sono in sei (solo Milan, Atalanta e Inter ne avranno di più) e puntano al Mondiale. Chi per provare a vincerlo, altri per andare avanti il più possibile e c’è pure chi, in cuor suo, spera di mettersi di mostra. Perché la massima kermesse può cambiare tutto. Esaltare, ipervalutare o frenare la quotazione di un calciatore e con questa ribaltare scenari di mercato.

Da Ndicka a Koné, passando per Wesley, Malen e Celik fino ad arrivare a El Aynaoui, sono storie diverse che porteranno ad epiloghi differenti. Prendete ad esempio, Ndicka. Quattro anni ad aspettare un Mondiale e dopo averlo conquistato con la Costa d’Avorio con un ruolino di marcia impressionante (26 punti in 10 gare, 25 gol fatti e nessun subito) si fa male nella penultima partita del campionato (17 maggio) con la Roma. Un ko pesante, perché si tratta di una lesione di secondo grado al bicipite femorale destro.

Ora Evan, con un orecchio al mercato (è uno dei papabili ad essere sacrificato per il Settlement Agreement), lavora per recuperare ed esserci al debutto il 15 giugno contro l’Ecuador. Una partita da vincere, anche perché i sudamericani sono l’avversario da battere (l’altra squadra è il Curaçao) per superare il turno dietro la Germania, inevitabile favorita.

C’è poi Wesley, l’uomo del momento. Gli è bastata un’amichevole contro il Panama, anzi un tempo, per avere un paese ai suoi piedi. Nel suo Maracana, il brasiliano ha mostrato tutte le sue qualità, con accelerazioni impressionanti, giocate di classe, ma anche chiusure difensive decisive che hanno sorpreso i media locali. Il Brasile è il Brasile, non guarda all’avversario ma partire con un girone soft con Scozia, Haiti e Marocco potrebbe aiutare Ancelotti a trovare la quadratura ad una squadra che appare spesso e volentieri sbilanciata.

Il primo esame arriverà con il Professor El Aynaoui. Già, perché nella notte tra il 13 e il 14 giugno, i verdeoro debutteranno a mezzanotte al New York New Jersey Stadium, proprio contro i nord africani. Neil, dopo la coppa d’Africa vinta d’ufficio, vuole fare certamente bella figura e ha la possibilità di andare avanti nel torneo. Un palcoscenico, quello mondiale, che potrebbe diventare una vetrina per il centrocampista che ieri non ha disputato il test amichevole con il Madagascar, a causa di una lieve intossicazione alimentare.

A Koné, non serve. Forse non partirà titolare ma le squadre in fila per prenderlo già ci sono. Inter, Newcastle e in Francia si sussurra anche il Psg. La Roma guarda interessata. Perché il fardello delle plusvalenze appesantisce oltremodo il mese di giugno che però, una volta archiviati gli obblighi con la Uefa, può diventare il trampolino di lancio per un’estate ricca di emozioni. Quelle che Manu proverà a vivere in prima persona negli Usa.

La Francia è tra le grandi favorite. E’ nel gruppo I con Norvegia, Senegal e Iraq e le tante partite ravvicinate gli garantiranno sicuramente spazio. Quello che Malen si augura di non dover rimpiangere con l’Olanda. Bobby arriva al mondiale forte di un girone di ritorno con la Roma che dovrebbe aprirgli le porte dell’attacco orange. E uno dei tre posti del tridente in effetti sarà suo. Ma tra Brobbey e Depay, il ruolo di centravanti dovrà ancora sudarselo. Potrebbero diventare decisive le ultime due amichevoli con Algeria e Uzbekistan prima del debutto il 14 giugno contro il Giappone.

Passerella finale per Celik: la Turchia di Montella è finita nel raggruppamento con gli Usa, il Paraguay e l’Australia. La possibilità di andare avanti esiste.

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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