TUTTOSPORT (Dario Marchetti) – La ’18’ a Roma ha spesso parlato albiceleste. Oggi la indossa Matias Soulé, capocannoniere della squadra di Gasperini, nell’anno del terzo e ultimo scudetto, invece, era sulle spalle di Gabriel Omar Batistuta. E proprio il Re Leone, ieri, era a Trigoria, ventitre anni dopo l’ultima volta che aveva varcato i cancelli del Fulvio Bernardini. Una visita tutt’altro che nor- male. Anzi, Gian Piero Gasperini spera sia di stimolo e ispirazione per un reparto, quello offensivo, rivitalizzato solo nell’ultimo periodo con l’arrivo di Malen.
L’olandese, insieme a Batistuta, condivide un record, perché sono gli unici attaccanti della storia giallorossa ad aver segnato tre reti nelle prime quattro partite. L’argentino, addirittura, è arrivato a farne 6 in 5 grazie alla tripletta col Brescia e la speranza di tutti a Trigoria è che Donyell Malen possa reggere il ritmo, già domani sera nella gara contro il Napoli che in palio mette la corsa alla Champions League. Nel frattempo l’ex tecnico dell’Atalanta incassa l’endorsment pubblico di Batistuta: “Questa Roma gioca bene e Gasperini ha dato un’impronta alla sua squadra”.Intanto, facendo le dovute proporzioni, Gasperini si coccola Malen che sarà ancora titolare al Maradona. Da capire chi lo affiancherà, perché se Dybala sembra certo di giocare dal primo minuto dopo aver smaltito l’infiammazione al ginocchio, la stessa certezza non ce l’ha Matias Soulé. Il giocatore da qualche settimana è alle prese con una lieve pubalgia che non gli ha impedito di andare in campo, ma di sicuro anche di non essere al 100%.
Per questo il ballottaggio oggi è con Lorenzo Pellegrini. Tuttavia, se le garanzie fisiche di Soulé saranno buone, allora in campo andrà l’ex Juve. Ad oggi, infatti, è lui il bomber di casa Roma, con sei reti in campionato che diventano sette se aggiungiamo quella segnata in Europa League. Argentino come Batistuta, ma con un attitudine diversa. Perché Batigol viveva per segnare, Matias anche per far segnare.