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Spalletti: “Tutti a disposizione tranne Gyomber e Vainqueur. Arriviamo bene al derby ma mi sarebbe piaciuto giocarlo ad armi pari, per loro siamo l’unica motivazione. Da allenatore bisogna scindere un pochettino l’emozione e la passione per lo sport. Se a Totti passano tre palloni tra i piedi è come se gliene fossero passati sei. Ma quando la palla la hanno gli altri? Per i nostri tifosi non venire allo stadio è un sacrificio forte. Chiederò un incontro a Gabrielli” – FOTO e VIDEO

Vigilia di Lazio-Roma e giorno di conferenza stampa per Luciano Spalletti che a Trigoria risponde alle domande dei giornalisti presenti. Queste le sue parole:

E’ il mister Spalletti a cominciare la conferenza stampa:

Gli unici indisponibili sono Gyomber e Vainqueur. Vainqueur nella settimana dove abbiamo fatto allenamenti doppi ha avuto un affaticamento all’adduttore, con dispiacere non ce l’ha fatta a recuperare. Torneranno alla metà della prossima settimana. Ci sono altre due situazioni non gravissime, ma gestibilissime se non peggiorano oggi.

Emozione particolare il ritorno nel derby?
Ti viene trasferita dalla passione che c’è per questa partita, per questa squadra. Naturalmente ne vieni coinvolto, però abbiamo anche altre mire, altri obiettivi. Dobbiamo essere bravi a saper gestire le emozioni e i traguardi.

Come arriva la squadra a questo sprint finale? Come arriva al derby?
Secondo me noi ci arriviamo bene se dobbiamo parlare di derby, però mi sarebbe piaciuto giocarlo ad armi pari, cioè che anche loro avessero avuto altri obiettivi ai quali pensare in questo momento di stagione. Sento parlare di chi ci arriva meglio o peggio, io non lo so chi ci arriva meglio, però mi sarebbe piaciuto giocarlo ad armi pari. Per loro noi siamo l’unica motivazione. Dobbiamo essere bravi e forti nella testa per gestire queste cose.

Totti giocherà titolare nel derby? Su Sky abbiamo fatto un sondaggio sul suo impiego…
Se lo penso così, anche io lo farei giocare. Se poi gioca di sicuro ha la fascia di capitano. Poi Sky può fare altri sondaggi, tipo se il commento dell’Europeo lo deve fare Pizzul o Caressa. Ci sono tanti sondaggi da poter fare. Ha ragione Caressa quando parla da appassionato del calcio che sarebbe giusto vederlo in campo a giocare questa partita qui, lui ha sempre fatto vedere delle grandi giocate nel derby, poi da allenatore bisogna scindere un pochettino l’emozione e la passione per lo sport e andare a considerare tante altre cose, io spero di farlo nella maniera giusta, perché è una partita importante, è un risultato importante. Noi dobbiamo inseguire incessantemente quello che è l’obiettivo della Champions e c’è questo obiettivo dentro.

Totti fece una doppietta nel derby dello scorso anno…
Io ora le rispondo come ho risposto prima, anche se avevo detto che su Totti non avrei più risposto. Quando si analizza una partita o quando la si guarda sono due storie diverse. L’analisi si fa tenendo conto di altre situazioni, che lei probabilmente, da sentimentale e passionale, non sa vedere. Perché Francesco le giocate le farà sempre, se si tratta di giocate glielo possiamo fare di altri 5-6 anni il contratto, il piede rimane quello, poi sono altre le cose da essere considerate. Chi le dice che nel primo tempo è andata sotto di due gol perché non aveva un calciatore a coprire gli spazi e dare l’apporto in difesa? Da un punto di vista mio la gestione della partita diventa fondamentale, dobbiamo saper far girare palla e se la perdi devi saltargli addosso subito, sennò ti fanno correre senza palla, che è la più grossa fatica in una partita di calcio. La fatica psicofisica quando si ha la palla o meno cambia totalmente in funzione di quello che lo fa, quello che subisce asseconda una decisione dell’avversario. Mica poi si può dare colpa ad una punta, ma il problema è questo qui, quando ha la palla sul piede la mette dove vuole, è un piacere vederlo in allenamento, se gli passano tre palloni tra i piedi è come se gliene fossero passati sei. Ma quando la palla la hanno gli altri? Mi risponda…

Quindi Totti non può più gestirsi nei 90 minuti?
Ho fatto una partita contro la Primavera ed ho i dati, devo constatare delle situazioni. Dentro a questi numeri non c’è la palla di prima giocata dietro le spalle, perché non è catalogabile.

Lui lo ha capito?
Lui è un giocatore passionale, uno che gli garba l’attrezzo, uno che quando entra in campo dice “Ragazzi facciamo riscaldamento” oppure nei tiri di precisione la mette sotto all’incrocio. Ha forza, qualità e precisione, non ci sono tanti preamboli da mettergli intorno. Lui vuole avere il contatto con l’attrezzo.

Domani ci saranno meno di 30 mila spettatori, che ne pensa? E’ deluso della mancata risposta al suo appello da parte della Curva Sud?
Prima di tutto mi dispiace quando vedo sui giornali questi numeri e che ci si preparerà ad avere un derby con poca partecipazione dentro lo stadio. Avrei voluto sentir parlare per tutta la settimana di un progetto di stadio pieno. Mettiamoci tutti seduti per riempire l’Olimpico spesso, mi adopererò per le possibilità che ho per conoscere più cose. Chiederò a Gabrielli se è possibile parlarci e conoscere meglio la situazione, bisogna sentire tutte le componenti. Sicuramente mi dispiace, per i nostri tifosi è un confronto forte, è un sacrificio forte. Ho visto lo stadio, ho visto la sud e i derby, per quello che è l’amore e la dipendenza da Roma che c’è nell’ambiente mi sembra difficile che possano farne a meno, per cui capisco il loro sacrificio. Sento parlare di giugno, ma è troppo distante, bisogna farlo ora. Bisogna trovare la soluzione prima perché noi tutti lavoriamo. Poi è chiaro che il derby fa battere le mani, ma molto di più i cuori. I cuori quando battono fanno lo stesso rumore anche da Testaccio. Noi avremo lo stesso sentimento di supporto e affetto di uno stadio pieno. Sappiamo quanti cuori battono per la Roma.

La Lazio ha fatto bene contro le squadre forti che fanno la partita…
Noi tenteremo di fare la partita e di vincerla, poi loro sono una buona squadra, perché hanno offerto delle buone prestazioni contro grandi squadre. Hanno un grandissimo allenatore, Stefano Pioli, io conosco, credo di poter dire bene, è un professionista di prima qualità, la squadra saprà sicuramente come comportarsi in campo. Noi cercheremo di fare la partita e di vincerla, noi vogliamo essere una squadra che si confronta con tutti con l’idea di provare a vincere la partita.

Quanto è difficile tenere De Rossi in panchina in un derby?
Da un punto di vista mia è molto più facile di quello che potrebbe sembrare, nel senso che io tento di far giocare i migliori. Lo dice l’inno della Champions se uno lo traduce, per cui per aspirare alla Champions, perché vogliamo andare là assolutamente, abbiamo quella mira lì. Noi dobbiamo pensare sempre a rifare quella competizione lì, noi come Roma dobbiamo stare quasi stabilmente in quella competizione lì. Quello sarà e deve essere l’obiettivo e il traguardo di sempre che noi siamo della Roma. Daniele ha fatto dei buonissimi allenamenti ultimamente, vedi quello di ieri, per cui niente è scontato. Daniele può essere anche dentro gli undici, poi bisogna valutare bene la squadra e il suo equilibrio, quello che propongono altri calciatori nel suo stesso ruolo, ho una buona rosa a disposizione e De Rossi sa quello che è il modo di pensare di un allenatore.

Da quanto sei tornato eviti di fare riferimento alla tua prima fase romanista, sia nel bene che nel male, ma io ricordo un derby dove pochi minuti stavate sotto di due gol. Pensi che questa squadra è più forte di testa rispetto a quella?
(ride prima di rispondere, ndr) Con i derby sono in parità, mi sarebbe piaciuto essere in vantaggio, anche se ricordo bene gli episodi di quelle partite. In quel caso la squadra fu condizionata da un punto di vista del nervosismo, entrarono troppo contratti ed erano poco consapevoli della propria forza. A me sembra che questa squadra qui sia consapevole della sua forza, ha ripreso conoscenza, c’era da lavorare sotto l’aspetto psicologico. Questa squadra non farà errori di nessun genere, ma loro sono una buona squadra e possono avere la meglio su delle situazioni dentro la partita. Noi in quegli anni lì abbiamo fatto anche dei buoni risultati, ci sono stati dei derby che ci hanno dati enormi spinte, magari potevi citare il derby delle undici vittorie consecutive (ride, ndr).

Lei non vuole rispondere su Totti ma…
(Spalletti interrompe la domanda, ndr) Io di Totti ne voglio quindici, voglio gente forte come Totti. Sembra che voi abbiate l’interesse a farne giocare uno, io ne voglio avere quindici di Totti dentro la squadra, lavoro per averne quindici.

Non è il caso di incitare la società a prendere una posizione?
Io devo fare il mio ruolo bene, non vado ad interferire su delle prese di posizione diverse, è una questione delicata. Io non voglio essere messo dentro quella che è la storia di Totti, dio santo. Io devo gestire la squadra e fare delle scelte per avere dei risultati che per noi sono fondamentali, se la squadra funziona devo dare forza anche agli altri, devo fargli credere di essere forti come altri calciatori che voi ritenete fortissimi. Attraverso la crescita c’è il confronto di livello con chiunque. Io gestisco questa parte qui, non voglio interferenze. Nelle altre sono io a non voler creare interferenze, su quella che è la storia e sul rapporto, che è giusto sia quello. Si devono dire tutto visto il grandissimo passato avuto, io non debbo andare ad interferire. Sono stato chiaro?

Rimane giusto calarsi in questa atmosfera provinciale o il derby deve essere una partita normale come dice Zeman?
Secondo me lei ha fatto una domanda giusta, noi abbiamo anche altre attenzioni, altri confronti di livello, ciò non vuol dire sminuire. Vogliamo il confronto con l’Europa calcistica. Questa diventa sempre un passaggio importantissimo, però per noi non deve essere l’unica ragione di esistere.

Sembra quasi che la Roma non è mai un punto di arrivo per i giocatori, bisogna cambiare questa cosa?
I giocatori lo sanno bene, possono stare tranquilli: che non disperdano energie in questo senso e che da qui alla fine diano il massimo per i risultati della Roma. Chi vuole andar via va via, non ci sono problemi, da parte mia chi vuole andare via va via. Noi sceglieremo qualcuno da mandare via, fa parte dei ruoli, delle posizioni, stanno tranquilli, già lo sanno. E’ giusto che chi ha mire importanti giochi da calciatore importante, se ritieni di essere bravo lo devi far vedere, poi allo stesso tempo, se si arriva in fondo si parla di aspirazioni, ora non ne parlerà più nessuno. Tutti verranno accontentati. Si è sempre giocato a pallone, con soldi o senza, con Spalletti o no, basta un prato e si gioca a calcio. Se sei un calciatore bravo noi abbiamo contribuito e tu quindi hai un costo di mercato, si prendono in considerazione tutte le cose e si arriva all’obiettivo che si vuole tutti, cioè avere gente che lotta per arrivare ai risultati di cui abbiamo parlato in conferenza.

Nainggolan ha detto che Juve e Napoli non sono più forti, è d’accordo? Ha cercato mai di alzare l’asticella rispetto al terzo posto?
Non lo so, io sono arrivato ora e devo rendermene bene conto, se lui lo dice è il primo ad ammettere che ha fatto poco, uno parla per sé e non per gli altri. Se lui pensa questo bisogna mettere qualcosa in più personalmente sul piatto. Non lo so, devo rendermene conto. Se lui dice di essere alla pari con uno che sta davanti vuol dire che ha perso qualcosa.

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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