C’è una certa fibrillazione a Trigoria, per l’importanza del passo – che avvierà ufficialmente l’iter burocratico del nuovo stadio – e il ruolo di apripista. “La Roma – ragiona uno dei tecnici al lavoro in queste ore – sarà la prima grande società per cui si applicherà la nuovo legge sull’impiantistica sportiva. Sarà per tutti un bell’esperimento, almeno speriamo”. Molto dipenderà dalle capacità d’attrazione di James Pallotta, da quanti e quali investitori saliranno a bordo per coprire il miliardo di euro ipotizzato per stadio e infrastrutture a Tor di Valle. La prima mossa, in questo senso, è stata indubbiamente un colpaccio: poter contare sul portafoglio della Starwood Capital Group, uno dei primi dieci fondi d’investimento al mondo, garantirà liquidi e credibilità internazionale a tutta l’operazione.
SI PARTE Intanto, dopo la presentazione alla stampa, è arrivato il momento di compiere il primo passo: a meno di ulteriori rinvii, lunedì lo studio di fattibilità – corredato dalle relazioni tecnica, economica e ambientale, come previsto dall’articolo 14 del Dpr 207 del 2010 – sarà consegnato ai funzionari del Dipartimento Pianificazione e Attuazione Urbanistica del Comune di Roma, negli uffici di Viale del Turismo. Da quel momento – come previsto dal comma 304 dell’ultima legge di stabilità (quella che, per intenderci, viene erroneamente chiamata nuova legge sugli stadi) – il dipartimento diretto dall’assessore Giovanni Caudo avrà 90 giorni di tempo per onvocare la conferenza dei servizi, valutare che lo studio rispetti i requisiti richiesti e certificarne il “pubblico interesse” dell’opera. A quel punto, il passaggio successivo prevede la consegna del progetto definitivo e la delibera conclusiva del Comune entro i successivi 120 giorni. Poi potranno partire i lavori.
Gazzetta dello Sport – A.Catapano
