Per fare le cose in grande, Osvaldo ha scelto di emulare Totti. In fondo, lo aveva già fatto in occasione del derby, sfoggiando la maglia della discordia (“Vi ho purgato anch’io“) ispirata proprio a una del capitano, ma anche – suo malgrado – nell’infortunio al bicipite femorale. Forse anche per dimenticare per qualche ora il guaio muscolare che lo terrà lontano dal campo per un paio di mesi, Osvaldo ha scelto di festeggiare il proprio compleanno proprio come aveva fatto Totti a settembre. Nello spogliatoio di Trigoria, l’attaccante ha fatto portare una gigantesca porchetta, gradita anche dai non romani. A cominciare dal mental coach Llorente, un habitué di twitter che non ha perso tempo pubblicando sul social network una foto della singolare mensa pomeridiana. Un buon compleanno condito da nuove speranze.
BORINI, DA ANCELOTTI AL GOL ALL’OLIMPICO: “ERO IN CREDITO” – Fiducia. Quella che contro la Fiorentina ha ritrovato anche Borini. Due mesi di stop, dopo lo stiramento del 29 ottobre contro il Milan. Il rientro, la paura, il gol. Tutto in una notte. La sognava da tempo l’attaccante, arrivato nella capitale l’ultimo giorno di mercato e che la Roma riscatterà probabilmente già a gennaio dal Parma. Al rientro, nel momento meno atteso, è arrivato anche il gol: “Avevo già segnato all’esordio contro il Cagliari, ma mi era stato annullato. Ero in credito“, il pensiero dell’attaccante. Luis Enrique, che non loconosceva, ora lo adora. Come, prima di lui, un grande del calcio italiano: Carlo Ancelotti. Con il tecnico italiano il debutto, giovanissimo, nel Chelsea: 8 presenze (4 in campionato, 3 in coppa, una in Champions) nel 2009, dopo una stagione da protagonista nella squadra riserve, chiusa da capocannoniere con 10 reti in 11 gare ad appena 18 anni. Il tecnico di quella squadra, Rodgers, lo aveva poi voluto con sé allo Swansea, per l’impresa di portare per la prima volta un club gallese in Premier League. Missione compiuta e, per Borini, il via libera per l’Italia. Parma, in estate, sponsorizzato proprio dal suo primo “maestro” inglese, Ancelotti. Che di lui diceva: “merita una grande“. Poi, il 31agosto, la Roma. “Una grandissima occasione, farò di tutto per restare“. Sabatini, a breve, lo accontenterà.
DE ROSSI, LA ROMA ASPETTA – I tifosi temo il suo addio e colorano Trigoria. “Non permettere a niente e nessuno di portarti lontano“, recita uno striscione dedicato a lui. Ma la risposta che la Roma attende, Daniele De Rossi non l’ha ancora data. Dopo l’ultima offerta del club (5 milioni netti più premi facilmente raggiungibili che porteranno la cifra a 6), ufficializzata al giocatore nell’incontro tra Baldini e l’agente Berti, però, sembra esserci ancora bisogno di trattare. Lo ha confermato anche Baldini: “La partita é aperta“. La dead-line naturale è ovviamente il 31 gennaio: dal giorno dopo, infatti, De Rossi potrebbe depositare in qualunque momento un contratto con altro club. La Roma continuerà a insistere anche oltre, se necessario. Ma già per questa settimana spera di conoscere le volontà del centrocampista. Per poter liberare il mercato in entrata da un fardello che lo obbliga ad attenere. Da lunedì, va alle operazioni in entrata, con sguardo rivolto su esterni e mediani. Aspettando la firma più attesa.
Repubblica.it – Matteo Pinci