Il Messaggero (U.Trani) – Di Francesco, prima di mettersi di nuovo in viaggio, ha riunito il suo gruppo e, come sempre, è stato diretto. «Non bisogna abbassare la guardia, adesso viene il difficile». Conosce bene la piazza e sa che spesso alla prestazione esaltante si aggancia subito quella deludente. Questione di testa e di mentalità. Eccesso di euforia (o, a volte, di disfattismo). Così ha separato la «convinzione», mostrata a Londra e da riproporre oggi pomeriggio contro il Torino, dalla «presunzione», allontanata già nella pancia dello Stamford Bridge dopo il pari contro il Chelsea. «Tre giorni fa non eravamo buoni a nulla e ora dobbiamo lottare per il titolo… Nella vita ci vuole equilibrio e devo mantenerlo nello spogliatoio. Non significa arrendersi, anzi: lavoriamo sotto traccia per dar fastidio a tutti. La priorità sono i tre punti, il resto solo chiacchiere».
PARAGONE INGOMBRANTE – «Dzeko,con le dovute proporzioni, mi sembra più van Basten che Batistuta. Lui gioca per i compagni e con qualità, l’argentino, uomo d’area e potente nel tiro, ha pensato più al gol». Di Francesco è credibile: allena il primo ed è stato compagno di Batigol. E lo è pure per il giudizio che dà poi sui suoi due registi: «Gonalons ha una gamba differente, De Rossi tatticamente è anche più preparato. Sono 2 titolari che si alterneranno in base alle partite». Il primo sbagliò contro il Qarabag. «A proposito: l’Atletico Madrid ha dato forza a quel nostro risultato tanto denigrato… I buu a Ruediger? Non li ho sentiti. E lui è anche venuto a scherzare con noi nello spogliatoio».