Chissà se sventolare la maglia della Roma sotto la pioggia di Catania ha avuto per lui un significato diverso. O se, magari, è servito a mandare un messaggio a qualcuno. Una cosa è certa: De Rossi e la Roma, con il passare dei giorni, sembrano più vicini. Tra i più ottimisti si è persino sparsa la voce di una firma già apposta sul rinnovo con la Roma. Esagerando, probabilmente. Ma il lento avvicinamento tra le parti per evitare la separazione estiva a costo zero (che farebbe felice Mancini, ma anche Mourinho) si sviluppa non senza il “giallo”.
La sensazione è che, alla fine, il rinnovo dovrebbe arrivare: quattro anni con opzione per la quinta stagione, a una cifra intorno ai cinque milioni netti, cui aggiungere facili premi per arrivare comodamente a sei. Ma il rinnovo, se rinnovo sarà, sembra ormai orientato verso un contratto vincolato da clausola rescissoria relativamente accessibile. La Roma sperava per una cifra intorno ai 20-25 milioni. Inevitabile che il giocatore, che interpreta la postilla come un’exit strategy nel caso in cui le aspirazioni sportive del club non fossero quelle promesse dalla proprietà americana, spinge per la metà. Difficile fare cifre esatte, anche perché la situazione è ancora fortemente in evoluzione: “Non voglio parlare di cose che potrebbero cambiare dopo una settimana”, la conferma di De Rossi. In settimana, in questo senso, dovrebbe andare in scena un nuovo incontro tra il dg Baldini e l’agente Berti: nulla di pianificato, però. Tutti, in fondo, aspettano un segnale. Anche Roberto Mancini, tecnico del Manchester City. Che, segnalano in Inghilterra, avrebbe gradito poco lo stop del club al mercato in entrata, almeno per gennaio. A giugno, sarebbe tutta un’altra storia.
Repubblica.it – Matteo Pinci