Il derby di Genoa dello scorso anno entra ufficialmente nell´inchiesta di Cremona. Entra dalla porta principale, con una domanda del procuratore capo Roberto Di Martino a Omar Milanetto, nell´interrogatorio di garanzia di ieri: «Le risultano attività o contatti tra calciatori in occasione di Genoa-Samp?» ha chiesto il capo degli investigatori a uno dei leader di quel Genoa. La risposta non è arrivata. Un po´ perché Milanetto ha abbozzato («ma Omar è assolutamente estraneo a quella gara, ha fatto anche l´assist del gol vincente» ha tenuto a precisare l´avvocato Mattia Grassani) un po´ perché il gip Guido Salvini ha interrotto il giocatore, specificando che la partita non era oggetto dell´ordinanza. Per questo ci sarà un secondo interrogatorio di Milanetto davanti ai pm. Dietro quella domanda c´è però certamente un qualche nuovo elemento in mano all´accusa. Quel Genoa-Samp non fu affatto una partita come le altre: con un gol del carneade argentino Boselli al 97esimo i rossoblù vinsero la partita (2-1) condannando di fatto i doriani alla serie B. Proprio quella partita fu la causa dello strappo tra la curva e Milanetto, che uscì dal campo insultandoli. «I contatti cercati e poi avuti con alcuni esponenti della curva servivano proprio per ricomporre quello strappo e non certo per parlare di scommesse» ha spiegato Grassani che ha presentato istanza di scarcerazione, sulla quale oggi decideranno giudice e pm. L´accusa non è convinta dalle spiegazioni date dall´ex giocatore del Genoa ed è rimasta anche delusa, e forse sorpresa, dall´atteggiamento poco collaborativo del calciatore.
Infine, da Bari arriva un´altra tegola decisiva sul Lecce. Uno dei “complici” di Andrea Masiello, Gianni Carella, ha raccontato che a uno degli incontri per truccare il derby del Bari ha partecipato («l´ho visto in auto mentre parlava con Quarta»), il figlio del patron del Lecce, Pierandrea Semeraro.
La Repubblica – Marco Mensurati – Giuliano Foschini