Tra un controllo, una finta, un rimpallo e un tiro, tutto a favore, ha arrotondato il risultato e ha fatto schizzare in campo la panchina, mentre Luis Enrique sorrideva con la faccia di chi dice lo sapevo, bastava aspettarlo . Bentornato, Bojan. Non segnava dal 5 novembre, si era immalinconito in tre mesi di anonimato che avevano portato i tifosi a dubitare del suo livello di calciatore, ieri si è tolto lo sfizio di battere Julio Cesar e chiudere la carrellata di gol con i quali la Roma ha seppellito l’Inter di Ranieri. Bojan è un ragazzo molto apprezzato a Trigoria per i suoi modi garbati ed è stato festeggiato a lungo, nonostante una giocata inutile ai fini del risultato ma importante per lui nel feeling con il gol (il quarto in serie A). La sua felicità, già evidente nell’esultanza esplosiva sotto la tribuna Monte Mario, è stata espressa a bocce ferme su Twitter: “Complimenti a tutti, per la Roma è stata una grande vittoria. Ringrazio i tifosi per il loro sostegno”.
ANCORA TU – E poi c’è stato il calcio d’angolo-assist per il gol di apertura. Ormai è uno schema: Totti crossa, Juan converte. E’ il secondo in pochi giorni, sempre di testa e sempre con un inserimento su calcio d’angolo. E per la prima volta, Juan ha sfogato la sua gioia sotto la curva Sud. Non era mai successo in cinque anni romanisti, nemmeno dopo il gol all’Arsenal in Champions League. C’era tanto da urlare, evidentemente. Nella sua stagione più difficile, tra infortuni e critiche, Juan ha già superato il record di reti segnate nella Roma in un solo campionato: è a quota 3 (in totale sono 9 dal 2007 a oggi). “Ci alleniamo per questo sui calci piazzati – ha detto – gli allenamenti servono per crescere. Siamo contenti”.
ESCLUSO – Meno contento Perrotta, non convocato da Luis Enrique: scelta tecnica. Perrotta, diventato una riserva delle riserve nella testa del capo, riproverà dall’allenamento di oggi alle 14 a conquistare un posto tra i diciotto. (…)
Corriere dello Sport – Roberto Maida