La Roma si stringe intorno a Luis Enrique. Ieri Franco Baldini intervenuto a «Radio anch’io lo sport», gli ha ribadito piena fiducia. «La sconfitta contro il Milan — le parole del d.g. —, pur mettendo a nudo i molti difetti, ha dimostrato che c’è una via del gioco che si può percorrere. Luis Enrique vorrebbe limitare tutti quegli errori di concentrazione, ma non rinnega il gioco. È un progetto ambizioso, giocare con una linea d’attacco come si è fatto contro il Genoa (Lamela, Bojan, Borini; ndr) è piuttosto presuntuosetto, ma era un calcio che tentavamo di poter proporre sin dall’inizio. Nonostante la mancanza di risultati abbiamo un sostegno anche al di là delle previsioni, ma se l’attesa del risultato dovesse essere orfana della prestazione, allora i tempi di attesa dei tifosi si accorceranno. Il progetto giovani va bene ma non esclude qualcuno con più esperienza: De Rossi risponde alle caratteristiche di esperienza, carisma e classe. Totti ci manca, con lui c’è quel quid in più di classe ed esperienza che garantisce un bonus».
Ieri, alla ripresa degli allenamenti, Luis Enrique ha ripetuto alla squadra i rilievi di sabato sera sulla mancanza di attenzione e ha chiesto a tutti se si sentano ancora convinti del progetto. De Rossi e Perrotta hanno preso la parola e risposto di sì. A nome di tutti? Lo si vedrà presto. Per il momento il tecnico spagnolo deve risolvere i problemi legati alle tante assenze: Totti, Kjaer, Rosi e Lobont rischiano di saltare anche il Novara, Pizarro è alle prese con una distorsione al ginocchio destro mentre Borini (lesione al flessore della coscia destra) e Juan (contrattura alla coscia sinistra) mancheranno per 5 e 2 settimane. Ieri a Trigoria è stato avvistato Carlos Bianchi, tecnico che nel 1996 stava per cedere Totti per prendere Litmanen: ha voluto vedere i metodi di allenamento di Luis Enrique.
Corriere della Sera – Gianluca Piacentini