Che, alla pari del suo amico Totò, sta convivendo con qualche piccolo acciacco muscolare che non dovrebbe impedirgli di essere in campo al Friuli.
BOMBER DA PAURA – Di Natale in carriera ha segnato alla Roma come a nessun’altra squadra, 14 gol (12 in campionato e 2 in Coppa Italia). Una curiosità: alle spalle della Roma nella lista delle vittime preferite da Totò c’è la Lazio, 12 reti. Il primo l’ha firmato con la maglia dell’Empoli il 19 ottobre del 2002 (Empoli-Roma 1-3); l’ultimo il 28 ottobre 2012 all’Olimpico (Roma-Udinese 2-3). Totti all’Udinese ha rifilato 16 reti, la prima il 15 ottobre del lontanissimo 1997 (Udinese-Roma 2-2 di Coppa Italia), l’ultimo il 17 marzo dello scorso anno (Roma-Udinese 3-2). Complessivamente, si sono affrontati 15 volte e il bilancio parla di 10 successi del romanista e un pareggio. Un dato: Totti ha segnato con Di Natale in campo 10 volte (4 doppiette); Di Natale ha segnato con Totti in campo 7 reti (2 doppiette).
LE BANDIERE – Al di là dei numeri, ci sono due storie da raccontare. Totti e Di Natale hanno fatto realmente due scelte di vita, quando hanno deciso di legare per sempre il proprio nome a Roma e Udinese. C’è stato un momento in cui Totò è stato vicinissimo alla Roma (lo voleva, praticamente a tutti i costi, Luciano Spalletti), poi non se ne è fatto più niente. Così come è andato a vuoto, qualche anno dopo, il tentativo della Juventus di portare Di Natale, non più giovanissimo, a Torino. Resto a Udine, sto bene qui, disse Totò. Resto qui, sto bene a Roma, ha detto più di una volta Totti. Anche di fonte a offerte mostruose. Anche per questo, oltre che per i gol segnati, i due rappresentano qualcosa di realmente importante per le rispettive tifoserie. E non è assolutamente azzardato affermare che Di Natale per Udinese rappresenta quello che Totti è per la Roma giallorossa. Sia Rudi Garcia che Andrea Stramaccioni, allenatore romanista dell’Udinese, se li coccolano e li trattano come pietre preziose: Totò da anni si allena poco durante la settimana per dare il massimo durante la partita; Francesco cerca di allenarsi il più possibile, convinto che così possa durare più a lungo. Al di là di tutto, l’unica cosa che realmente conta è poter vedere ancora sui campi di calcio due artisti del gol come loro. Razza in via di estinzione, purtroppo.
Il Messaggero – M. Ferretti
