
ARIA BUONA – Eccola l’ossessione: per alimentare la voglia di trofei ci vuole una vittoria dopo l’altra, ci vuole una squadra che sappia fare tutto e il suo contrario. È come andare in vacanza: auto, treno o aereo, l’obiettivo è la destinazione, il fine giustifica il mezzo e i mezzi, quelli a disposizione di Spalletti. «Abbiamo dato seguito al nostro periodo di forma, stiamo bene ma non c’è mica da esaltarsi troppo, perché per mettere sotto la Samp abbiamo dovuto aspettare la fine del primo tempo — ha detto l’allenatore —, se entra l’occasione del palo la partita si complica. Stiamo bene, c’è entusiasmo e con l’entusiasmo si fa tutto meglio. L’aria che si respira è buona, certo, ma guai ad incepparci».
CONTRATTO – Con quei 62 gol, poi, tutto è più facile: «Abbiamo tanta qualità, riusciamo a fare cose buone anche perché l’entusiasmo che ci trasferisce la città noi lo sentiamo — ancora Spalletti —. Poi qualche numero ci riesce, è vero: Nainggolan è di una pasta diversa, è un cavallo di razza e se lo chiudi nel recinto ha più difficoltà. Dzeko è sciolto nei movimenti nonostante la sua struttura, bello da vedere». Come la Roma di questi tempi: con lo smoking o gli scarponi da lavoro (vero De Rossi?), tutto cambia ma niente cambia. «Ma del mio contratto se ne parla a fine stagione, le partite le vincono i giocatori eh»: eccolo, il pilota che dà il merito alla macchina.