«È difficile trarne indicazioni, c’è chi è più stanco e più meno. Non significa che chi rende poco adesso non sarà pronto nemmeno più avanti. Nella preparazione succedono queste cose».
Zeman analizza la partita. «Nel primo tempo si è fatto qualcosa, mi interessa la mentalità ed era quella giusta, abbiamo avuto però problemi nel contropiede. Nel secondo tempo non si è giocato da squadra, si è giocato individualmente e io non lavoro per questo. Abbiamo avuto il vantaggio di segnare subito e questo fa sempre bene, nei primi 45 minuti siamo riusciti a far nostra la partita. Ma sul gioco e sulla prestazione non sono contento. Il fuso orario, il caldo e il lavoro di questi giorni sono da mettere in conto».
E sui singoli Zeman ha le idee chiare. «Tachtsidis? Ha fatto cose belle, anche errori di sufficienza, può fare meglio, ma adesso si perdona tutto. Lui e Bradley possono darci tanto. L’americano è andato abbastanza bene, l’abitudine acquisita in un anno di serie A gli giova sicuramente. Stekelenburg? Non è stato mai impegnato, ha tenuto la posizione nonostante abbia avuto qualche problema alle gambe. Castan? Non è facile ambientarsi subito, si è sacrificato e ha fatto vedere che è un giocatore di esperienza». (…)
Da ieri sera la Roma, con un volo charter, si è spostata da Chicago a Boston. La squadra incontrerà i quattro soci del consorzio Usa: DiBenedetto, Pallotta e, per la prima volta, Ruane e D’Amore. Probabilmente già a cena, se sarà confermato l’invito del sindaco della città. Oggi doppio allenamento al Mit, il Massachusetts Institute of Technology, una delle più prestigiose università del mondo.
Il Messaggero – Ugo Trani