La Roma cerca il pari senza criterio, con foga, trovi giocatori fuori posizione da ore. È Yanga al 32’ a dribblare Allan e Perica e calciare alto. Tutto dire. Perica va vicino al raddoppio al 34’, completamente perso da Torosidis. Insomma è la solita Roma sparita, la bella aristocratica del calcio italiano che si muove sotto il lenzuolo come i fantasmi delle barzellette. Pjanic prova a stare il più lontano possibile dal pallone. Quando decide di cambiare rotta, organizza con Totti (il più vivo) l’azione che mette Nainggolan, complice la latitanza di Widmer e Allan, solo davanti a Karnezis (45’): 1-1. Totti incita i suoi: «Gliene facciamo quattro».
Nella ripresa un tacchetto di Badu taglia il viso di De Rossi: inizio sanguinoso. Capitan Futuro fasciato sembra Capitan Fracassa, però qualcosa gli scatta dentro, appare più dinamico e diventa pericoloso persino in attacco (6’). Impaurita, l’Udinese si schiaccia all’indietro come se non volesse interferire più di tanto. Di colpo Nainggolan e Pjanic sono liberi, Totti non lo segue nessuno, gli esterni incontrano pochi ostacoli, non c’è giocatore della Roma che non abbia il tempo di girarsi e partire. Strano, accade tutto in un attimo. Sono tutti talmente convinti che la partita sia girata che nessun giallorosso bada più a proteggersi. Così De Sanctis salva su Thereau alla disperata (10’).
Nel secondo tempo le distanze fra i centrocampisti sono da saldo di fine stagione e la loro precisione emblematica della concentrazione in campo. Si vedono lanci sbagliati di metri: ma non di due, di trenta metri. Iturbe pare immarcabile (al netto del suo marcarsi da solo). Ibarbo è volenteroso e tuttavia slegato dagli altri. Ma soprattutto è l’Udinese che ha voglia di farsi male da sola: l’area friuliana diventa improvvisamente un dormitorio, Widmer e Heuteaux eseguono gesti talmente brutti da vedere che Totti forse liscia per non farli sentire troppo soli. Dal rimpallo fra Torosidis e Karnezis esce il vantaggio giallorosso: 2-1 al 20’. Il terzo potrebbe arrivare da un tacco di Nainggolan (36’) o da una sassata di Cholevas sulla traversa (40’). Contava vincere. Ma se giochi così il derby non lo vinci.
