Il primato italiano, una serie da stropicciarsi gli occhi di sette vittorie nelle prime sette gare di campionato. La Roma vola, lo 0-3 in casa dell’Inter conferma il momento della squadra di Rudi Garcia: miglior attacco della serie A, miglior difesa con una sola rete subita. Numeri record che la proiettano al vertice delle graduatorie europee: meglio dei giallorossi, fino a oggi, soltanto il Barcellona.
BATTAGLIA SU ROMA-NAPOLI: ORA È GIALLO – Ora la Roma, causa sosta, avrà due settimane per godersi il primato. Eppure, i risultati del pomeriggio hanno già acceso l’attesa del match con il Napoli. Una gara che i due club non sanno ancora quando – e dove – verrà giocata. Colpa della “minaccia” di un corteo No-Tav nella capitale proprio sabato 19 ottobre, quando l’Olimpico dovrebbe ospitare la super sfida al vertice della classifica. Una coincidenza che spaventa le istituzioni: lunedì il prefetto di Roma Pecoraro dovrebbe pronunciarsi, una volta ricevute le informative sul livello di rischio della manifestazione. Nelle ultime ore, però, sono tornate a circolare ipotesi circa la possibilità di giocare il match nella capitale, variando l’orario rispetto a quello, previsto, delle 18: un’ipotesi suggerisce di disputare il match a mezzogiorno, disponibilità che i club hanno già dato alla prefettura. Altre campane, invece, suggeriscono la soluzione serale, da scartare le 20.45, una soluzione sarebbe il fischio d’inizio alle 22: un orario che posticiperebbe il fischio finale fino a pochi minuti prima della mezzanotte. L’indicazione del prefetto, però, è che il problema non sia l’orario, ma il giorno, per la coincidenza con il corteo. Scartata l’ipotesi di anticipare al venerdì (in programma un’altra manifestazione a Roma e i club avrebbero riavuto i nazionali solo da poche ore), prende corpo l’ipotesi del rinvio. Perché alla Roma l’idea dell’inversione non va giù: giocare a Napoli con il rischio di interrompere una striscia straordinaria, è un rischio che Rudi Garcia e i dirigenti preferirebbero non correre.
repubblica.it – M. Pinci