
Corriere della Sera (G.Piacentini) – Il momento è complicato, forse il peggiore da quando la scorsa primavera ha deciso di sposare la Roma, dopo 28 anni di fedeltà assoluta al Siviglia, prima come (secondo) portiere e poi come direttore sportivo della squadra che ha conquistato per cinque volte l’Europa League.
Monchi, accompagnato da quello che a tutti gli effetti si può ormai definire come il suo braccio destro e consigliere, cioè Francesco Totti, ha parlato alla squadra e al belga in particolare, che aveva già sentito telefonicamente il giorno di Capodanno, con toni fermi.
«In questo momento delicato bisogna fare vedere la mentalità vincente. Chi non dimostrerà di avere un comportamento di questo tipo non può avere un posto nella Roma». Questo è il succo del suo discorso, che è stato più articolato ma i cui particolari sono rimasti all’interno dello spogliatoio.
Il direttore sportivo e tutta la società si aspettano una rapida inversione di tendenza, a partire dal match di sabato pomeriggio (ore 18, arbitra Guida) contro l’Atalanta. Una gara che rappresenta un altro bivio in una stagione che si era messa benissimo dopo il passaggio del turno in Champions League ma che i giallorossi si sono complicati con l’eliminazione dalla Coppa Italia, contro il Torino, e con qualche pareggio di troppo che ha rallentato la corsa in campionato.
Un risultato positivo contro la formazione di Gasperini darebbe nuovo slancio in un segmento di stagione – dopo la sosta ci saranno lo scontro diretto con l’Inter e il doppio impegno con la Sampdoria – in cui la Roma capirà meglio quali potranno essere le vere ambizioni in chiave campionato. E da cui dipenderanno anche le scelte nel mercato di gennaio. Una squadra pienamente in corsa per lo scudetto, infatti, potrebbe invogliare la società a fare uno sforzo economico e rinforzare ulteriormente la rosa.
Per il momento, l’idea è di valutare calciatori in entrata solamente se ce ne saranno altri in uscita, ma il mercato, come ripete sempre Monchi, è fatto di occasioni. Il ruolo da coprire con più urgenza è quello del terzino destro, per dare una vera alternativa a Florenzi, ma anche per consentire al vice-capitano di avanzare il proprio raggio d’azione, come Di Francesco voleva fare fin dal ritiro estivo a Pinzolo.