“All’attacco, per novanta minuti“. Detta così, fa un certo effetto. Luis Enrique è come se ci avesse preso gusto, rinvigorito dalle due vittorie di fila, non conta se contro rivali da zona retrocessione, il Novara e il Lecce.
Ma attenzione, non è invidioso. “Io mi prendo il mio calcio: la miglior difesa resta per me occupare per più tempo possibile la metà campo avversaria. In questo caso dovremo stare attenti: loro saranno in dieci sotto la palla, ci aspetteranno per ripartire velocissimi. In contropiede cono diretti: due-tre tocchi e arrivano in area. Non dobbiamo perdere il pallone ingenuamente. Ogni gara ce la giochiamo alla pari, è successo pure contro il Milan, quando però non siamo riusciti a fare quello che dovevamo. Non cambio l’atteggiamento della squadra a seconda di chi incontriamo. Lo ripeto da luglio ai giocatori. Anche se siamo in vantaggio, la Roma non deve smettere di attaccare. Il test al Friuli servirà per conoscere a che livello siamo”.
Tra i convocati, per la prima volta in campionato dopo le due gare di Europa League ad agosto, c’è Caprari. “Ma non mi perdo il derby Primavera” avverte il giovane attaccante che sabato sarà a disposizione di De Rossi senior. Considerati gli assenti, la Roma è sempre più giovane. Anche se poi Luis Enrique incorona Taddei, il suo senatore preferito. “Questo è un giocatore, un professionista. Pure quando non gioca, mi dice di essere pronto: un esempio per gli altri. In allenamento nasce la concorrenza”. Fa un riferimento alla “mancanza di dialogo con Borriello e con chi utilizzo meno: loro mi devono convincere in settimana”. Coccola Bojan dopo gli errori contro il Lecce: “Non mi preoccupa se sbaglia davanti alla porta: è un goleador nato. Per me ha fatto bene il resto che è tanto”. Nella lista dei 19 che sono qui a Udine è rientrato Juan: “Ma non è al cento per cento”. A proposito di complimenti: “Non faccio graduatorie, ma De Rossi è un grande come Xavi e Iniesta”. Pjanic, invece, vuole ripetersi: “Spero di segnare anche all’Udinese”.
Il Messaggero – Ugo Trani