Comprende, lo spezzatino del fine settimana calcistico, perfino l'”happy hour”, l’aperitivo con gli amici e la giovane (o il giovane) del cuore, nella prospettiva di sontuosa agape fraterna. L’anomalo venerdì sera del campionato propone la visita della Roma al Friuli, ancora una verifica per le reali ambizioni dell’Udinese, alte nonostante Pinocchio Guidolin non perda occasione per fare professione di minimalismo. Vanta tuttora la migliore difesa del campionato, appena sei gol incassati, ha perduto due partite: una sola delle quali, però, del tutto legittima, quella di Napoli, quando Lavezzi aveva onorato la legge dei grandi numeri, tornando al gol dopo un anno di digiuno.
Del resto, sarebbe suicida cambiare atteggiamento in base alle caratteristiche dei rivali di turno, meglio tentare di imporre il gioco, rischiando il giusto. Ma naturalmente il piatto forte del fine settimana verrà servito a conclusione di un sabato intenso, due partite di medio calibro dopo il tè e i pasticcini (Catania a Lecce, Parma a Novara), ma il dopocena è sontuoso. A Bergamo sale il Napoli, per offrire altre indicazioni sulle sue priorità, dopo la grande serata che gli ha quasi garantito uno storico traguardo, dimostrare insomma che anche la classifica va rispettata, dopo il prestigioso piazzamento della stagione scorsa. Teatro del “galà” sarà comunque l’Olimpico, il solo rimasto dopo che la Juve ha traslocato nel nuovo stadio. La vetta della classifica è tutta presente all’appello a Roma, la Lazio è tuttora in linea con i bianconeri, anche se questi avranno ancora un recupero da sfruttare, per altro rognoso come la trasferta di Napoli. Una posizione che i laziali avevano già frequentato nel torneo precedente, che li avrebbe portati quasi certamente in Champions se non fosse intervenuta la truffa del San Paolo. Quindi i romani non possono assolutamente essere considerati degli intrusi e non partono certamente chiusi dal pronostico neanche di fronte alla formazione che attualmente sta mettendo in mostra il calcio migliore. La Juventus vanta, rispetto al Milan e al Napoli, il vantaggio di potersi dedicare alla preparazione degli schemi, senza l’assillo degli impegni internazionali. La Lazio ha ancora l’Europa League, per sua fortuna c’è tutto il tempo per riprendere fiato, e soprattutto il giovedì è stato possibile dedicarlo alle attenzioni che l’arrivo della Juve richiede.
Il Tempo – Gianfranco Giubilo