Definizione sintetica: il camaleonte è un rettile che ha come caratteristica specifica il mimetismo, cioè la capacità di cambiare colore della pelle, passando da colori scuri come il verde o il marrone, a colori chiari come il giallo. Alcune specie cambiano colore dalla notte al giorno, altri se spaventati o infastiditi». Segnalato come in Europa l’animale si trovi solo in Grecia e nella Spagna meridionale, non sappiamo se Luis Enrique l’abbia scelto come punto di riferimento simbolico della sua Roma. Di certo, però, è singolare il dato di fondo: in 9 partite ufficiali l’allenatore ha cambiato altrettante formazioni diverse. Quasi un record.
Sabatini approva «Luis Enrique ha avuto un approccio traumatico un po’ spigoloso — dice il d.s. Sabatini a Centro Suono Sport — ma è una persona onesta. Lui ha il fuoco dentro. Il nostro è un laboratorio, è la nostra forza ma anche la nostra debolezza, Obiettivi? Sognare è doveroso, non vorrei che noi presi dall’idea di un percorso lungo, dovessimo rinunciare a essere ciò che siamo. Abbiamo il dovere sempre di provare. De Rossi? Ha voglia e sono convinto che resterà».
Bojan e Pizarro ok Si iscrivono al club degli entusiasti anche Bojan e Pizarro. «Mi hanno cercato tanti club — dice l’ex Barça a Sky, sponsorizzando un evento Nike — ma mi è piaciuto l’idea di un progetto giovani. Differenze con la Spagna? Qui c’è un calcio più tattico e perciò si segna di meno, ma la nostra squadra è piena di talento e Luis Enrique ci fa lavorare al meglio e valorizzerà tutti. Sono fortunato, alla mia età ho già giocato con campioni come Messi e Totti. De Rossi? Ho scoperto quanto sia attaccato a questa maglia e quanto ci tenga». E il talento argentino è benedetto anche da Pizarro: «Lo conosco dai tempi del River Plate. Speriamo che sia un inizio importante sia per lui che per noi». Nel segno del camaleonte, è ovvio.
Gazzetta dello Sport – Massimo Cecchini