L’arrivo di Castro, con la presenza di Dybala e Soulé, garantisce al tecnico soluzioni differenti. Alternativa di Malen, ma anche seconda punta.
La Gazzetta dello Sport (A.Pugliese) – I dettagli sono stati messi a posto nella giornata di ieri, poi in serata Santiago Castro è sbarcato a Roma, poco prima di mezzanotte, direttamente alla stazione Termini. Ad accoglierlo tifosi e rappresentanti del club. In un mercato in cui la Roma finora ha utilizzato sempre una marcia in meno, lui è il primo acquisto della seconda Roma gasperiniana. L’importante ora è accelerare e l’arrivo dell’argentino va in questa direzione, con Tony D’Amico che vuole iniziare a raccogliere qualcosa del lavoro svolto finora. Ad essere felice dell’operazione è soprattutto Gian Piero Gasperini, che dopo Castro ora si aspetta ora anche tutto il resto. L’argentino arriverà nella capitale per 35 milioni di euro e il 10% della futura rivendita.
Castro e una Roma argentina
E così lì davanti la
Roma torna di essere colorata di bianco e celeste, i colori dell’
Argentina. Non è esattamente come l’anno dello scudetto, quando c’erano
Batistuta e Balbo a far danzare il tango ai giallorossi, perché quelli erano due centravanti puri, mentre qui parliamo di trequartisti (
Dybala e Soulè) e di uno (
Castro) che è sì una prima punta, ma che può fare all’occorrenza anche la seconda. Ma è chiaro che l’assonanza viene in mente.
Già, perché a Bergamo Gasperini ha giocato pure con le due punte (ad esempio quando schierava Muriel e Zapata insieme, con Gomez come trequartista), ma anche con una seconda punta ed un centravanti vero. Basti pensare a queste combinazioni qui: Kurtic alle spalle di Petagna e Gomez ad inizio percorso (era il 2016/17), Gomez in appoggio a Zapata e licic (2019/20), ma anche Koopmeiners dietro Hojlund e Lookman. E siccome Castro può tranquillamente giocare anche come seconda punta, allora non è detto che Santiago non possa giocare spesso anche in coppia con Malen.