Se oggi giocherà dall’inizio è tutto da dimostrare perché Luis Enrique, come confermato da lui stesso in sala stampa, farà le sue decisioni “solo in funzione della partita e non pensando al derby”. Però, ed è un però che vale tantissimo considerando le ultime settimane vissute dal soggetto in questione, lui si sente pronto. Lui è Simon Kjaer, anni 23 da compiere e un futuro che tutti, addetti ai lavori e non, pronosticavano radioso. Centrale forte fisicamente e dalla grande personalità, su Kjaer si è sempre detto tutto il bene possibile. E ancora se ne dice, anche se a Trigoria si rendono conto che il danese, con i suoi errori e le sue fragilità, in questa stagione ha creato tutti i presupposti per la bocciatura. C’è però qualcuno che ancora crede – e tanto – in lui. Quel qualcuno è Luis Enrique, che in questa settimana ha fatto con Simon più lo psicologo che l’allenatore. Ci ha parlato, lo ha tranquillizzato, gli ha ribadito che lo considera un giocatore “fortissimo” e che si aspetta ancora tanto da lui. Gli ha ribadito la sua fiducia. E lo ha fatto soprattutto in privato, lontano da occhi e orecchie indiscrete. Solo loro due, a Trigoria. Per parlare e parlarsi. Ha anche alzato un po’ la voce lo spagnolo, per dare una scossa al ragazzo. Il quale è stato felice del colloquio, così come è stato felice di tutte le manifestazioni d’affetto e di stima dei compagni.
Il Romanista – Chiara Zucchelli