La Roma resta in corsa per Greenwood soprattutto dopo l’uscita di scena del Fenerbahce. Serve uno sforzo economico importante.
Corriere dello Sport (J.Aliprandi) – Tanto rumore per nulla. E la Roma sorride. Giorni di annunci, promesse e grandi proclami provenienti dalla Turchia avevano alimentato la possibilità di vedere Mason Greenwood approdare al Fenerbahçe. Ma la sconfitta elettorale del candidato Safi nella corsa alla presidenza del club ha spazzato via anche i piani di un mercato da copertina. E così, mentre al Fenerbahçe sfumano i sogni (o solo i proclami) di gloria, la Roma continua a tenere accesa la fiammella di un’operazione complicata ma tutt’altro che tramontata.
È una pista che affascina Gasperini e che continua a occupare un posto importante nei ragionamenti del club. Greenwood rappresenta infatti il prototipo del giocatore capace di cambiare volto a una squadra: gol, assist, accelerazioni, dribbling, imprevedibilità. Tutto ciò che serve per aumentare il peso offensivo della Roma e dare ulteriore qualità alla trequarti. L’idea di vederlo sulla trequarti con Dybala e alle spalle di Malen accende inevitabilmente la fantasia dei tifosi e dello stesso tecnico, che considera l’inglese un potenziale fattore in grado di spostare gli equilibri.Naturalmente tra il sogno e la realtà esiste una distanza economica enorme. Il Marsiglia valuta il cartellino 50 milioni di euro più 5 di bonus, mentre il giocatore pretende un ingaggio importante, non certo inferiore ai 4 milioni di euro più bonus. Facendo i conti, l’operazione arriverebbe a sfiorare i 100 milioni lordi complessivi nell’arco del contratto quinquennale. Una cifra da top player assoluto, ma anche un investimento che la Roma valuta sotto una doppia prospettiva: quella tecnica e quella patrimoniale. A 24 anni Greenwood rappresenta infatti una scommessa ad altissimo potenziale. Può diventare un patrimonio da valorizzare ulteriormente oppure trasformarsi in una futura plusvalenza di livello internazionale.
Le vicende extracalcistiche hanno inevitabilmente accompagnato il suo percorso negli ultimi anni, ma sul talento nessuno discute. E Gasp, da questo punto di vista, sembra disposto a spendersi in prima persona pur di provare a portarlo nella Capitale, anche a costo di indirizzare una parte importante delle risorse disponibili verso la trequarti. La Roma appena sarà ufficializzato D’Amico presenterà ufficialmente una proposta da 40 milioni di euro al Marsiglia, un segnale importante per aprire le danze nella trattativa.
L’uscita di scena del Fenerbahçe alleggerisce la concorrenza, ma non elimina i pericoli. Sullo sfondo restano infatti i possibili interessamenti provenienti dalla Spagna e dall’Arabia Saudita. Atletico Madrid e Al Hilal vengono accostati al giocatore, anche se al momento senza sviluppi concreti. La sensazione è che la partita sia ancora apertissima e che la Roma, se davvero vorrà affondare il colpo, dovrà muoversi rapidamente. Anche perché il tempo corre. Il ritiro del 13 luglio si avvicina e Gasperini aspetta per quella data almeno un paio di rinforzi di spessore per iniziare il nuovo corso giallorosso con una rosa il più possibile vicina alla sua idea di calcio. In parallelo si attende l’insediamento ufficiale di Tony D’Amico alla guida dell’area sportiva tra oggi e domani, passaggio che potrebbe dare ulteriore slancio alle operazioni già nei prossimi giorni.
E se Greenwood resta il sogno più luminoso, la lista delle altre soluzioni sulla trequarti è già pronta. Da Nusa a Tzolis, passando per Summerville, profili differenti ma accomunati dalla capacità di dare qualità e imprevedibilità alla fase offensiva. Segno che la Roma si sta muovendo su più tavoli e che il mercato giallorosso è già entrato nel vivo. Il direttore sportivo ancora non c’è ufficialmente, ma le idee della proprietà, dei consulenti, del tecnico e degli intermediari invece sì. E sono idee ambiziose. Perché a Trigoria si lavora sottotraccia, con l’obiettivo di regalare a Gasperini quei colpi capaci di accendere l’estate e alimentare le speranze di una stagione da protagonista. Greenwood resta lì, sospeso tra sogno e possibilità. E finché la porta resterà anche solo socchiusa, la Roma continuerà a bussare.