SUBITO DENTRO I motivi sono sostanzialmente due: con Gervinho la Roma ha un’imprevedibilità che non ha senza, in più Garcia punta a fargli riprendere confidenza subito con la squadra e i compagni, per metterlo in ritmo in vista della partita di Europa League di giovedì prossimo, contro il Feyenoord. Ecco perché nonostante non si sia allenato ieri (solo un po’ di palestra, dopo aver rifatto la visita di idoneità che gli stava scadendo) e lo farà solo oggi, domani dovrebbe partire dal via.
Anche perché che la Roma con lui sia una cosa e senza un’altra, lo dimostrano anche i numeri: Gervinho è andato via subito dopo Roma-Milan (0-0) del 22 dicembre, da allora la Roma ha giocato in campionato sei partite, portando a casa due vittorie e 4 pareggi (media di 1,66 punti), fino a che lui c’era i punti sono stati 36 in 16 gare, con una media di 2,25 a partita. Un differenziale di 0,59 a gara che moltiplicato per un campionato intero (38 gare) vuol dire oltre 22 punti, un’enormità.
QUEL 75%… C’è poi un altro dato che Garcia ama ripetere per sottolineare l’importanza dell’attaccante ivoriano nel suo sistema: prima che volasse via, in nazionale, Gervais era entrato nel 75% dei gol della Roma. Come? Con una finalizzazione, un assist, una delle sue sterzate, un dribbling decisivo o un taglio a favorire l’inserimento del centrocampista. Insomma, il primo pensiero che ieri è passato nella mente del tecnico francese quando l’ha rivisto a Trigoria è stato proprio questo, «bentornato». E ci mancherebbe altro, con Gervinho ora potrà davvero essere tutta un’altra Roma. Magari anche quella di prima che partisse.
La Gazzetta dello Sport – A. Pugliese
