Dal Fulvio Bernardini di Trigoria, la conferenza stampa integrale del calciatore spagnolo Bojan Krkic (Foto Facebook As Roma) http://www.facebook.com/officialasroma.
Ti aspettavi di giocare di più da Luis Enrique. Sei deluso?
“Sono molto contento. Credo che in un club importante, la squadra sta lavorando benissimo. So che è un progetto che richiede ancora tempo”.
Sul libro di Ibrahimovic. Che idea ti sei fatto?
“Preferirei non parlarne. E’ un discorso che riguarda Ibra. Non posso commentarlo.
Che progressi stati facendo?
“Spero di crescere insieme alla squadra. E’ una buona opportunità per tutti. Anche per me. Voglio crescere come giocatore e dimostrare partita dopo partita di essere un giocatore importante”.
Quali sono gli obiettivi di questa squadra?
“Penso che la squadra stia giocando bene. Non dobbiamo fare drammi quando perdiamo. Quando vinciamo non dobbiamo parlare di scudetto. Dobbiamo stare tranquilli e avere fiducia. Penso che questa squadra abbia una prospettiva davanti”.
Cosa diresti adesso a Guardiola?
“Non devo parlare di Guardiola e neanche del Barcellona. Sono un giocatore della Roma e voglio parlare solo di questo”.
Quanto ti sta aiutando Heinze?
“E’ una persona che aiuta sempre noi giovani. Lui ha già vissuto lontano da casa. Ci dà consigli. In questo senso ci aiuta moltissimo”.
Quanto ti senti titolare di questa squadra?
“Non mi sento né titolare ne panchinaro. In questo momento mi sento ad un livello più alto rispetto agli ultimi anni. Ho fiducia in me stesso e voglio dimostrarlo ad allenatore e compagni di squadra”.
Quanto è importante per il progetto Totti?
“Francesco per noi è un elemento chiave. Fuori e dentro il campo. La squadra ruota intorno a lui”.
Te lo aspettavi così il calcio italiano?
“E’ più tattico. E’ diverso dagli altri campionati. E’ un calcio che mi piace. Mi piace stare in Italia e alla Roma”.
Nel 2008 potevi fare l’Europeo con la Spagna campione. Pensi di aver perso un’occasione?
“E’ una storia di cui si è parlato tante volte. Si saprà più avanti il perché di quella scelta. Non ho rammarichi. Non mi pento di nulla. Avevo bisogno di quel riposo, non è che volevo andare in spiaggia”.
Hai sempre fatto bene partendo dalla panchina.
“A Barcellona non ho mai sentito questo. Con Palermo e Novara ho fatto bene. Ma se fossi stato quel tipo di giocatore penso che non starei qua”.

(Foto Facebook As Roma)
Avete un obiettivo?
“E’ evidente che abbiamo degli obiettivi. Abbiamo il desiderio di raggiungere qualcosa di importante. Quello più alto è vincere lo scudetto. Poi le prime tre posizioni e poi l’Europa League. Ma per poterli assaporare è importante concentrarsi partita dopo partita. Dobbiamo guardare al presente”.
Si può fare anche a Roma il gioco del Barcellona?
“Credo sia un errore fare paragoni con il Barcellona o con qualsiasi altra squadra. Siamo la Roma e vogliamo arrivare più in alto possibile”.
E’ vero che ti hanno ritirato la patente?
“E’ curioso, perchè la patente me l’hanno ritirata due mesi fa, tra qualche settimana me la ridaranno, ma si è saputo tutto in questi giorni… Ero in ritardo per l’allenamento e il raccordo era molto trafficato. Ho preso la corsia di emergenza e mi hanno fermato”.
Attacco sterile o manca qualche variante tattica?
“Evidentemente se segniamo poco è un problema nostro. Certo, molto deriva dalla natura molto tattica del calcio italiano. Quindi molte squadre si difendono bene e ci aspettano”.
Stai pensando di rimanere a Roma anche dopo la scadenza contrattuale?
“La mia squadra è la Roma e darò tutto per lei. Non penso al Barcellona e nemmeno al passato”.
C’è una cosa complicata che Luis Enrique sta cercando di imporre al gruppo?
“La cosa più difficile è assimilare questa filosofia di gioco. E’ complicato perché non è una filosofia parte integrante del calcio italiano. Ma se facciamo tanto possesso palla, comandiamo noi il gioco”.
La filosofia del turn-over di Luis Enrique è stata accettata?
“Io sono abituato, al Barcellona succedeva la stessa cosa”.
Al gennaio secondo te sarebbe opportuno intervenire sul mercato?
“Non sono io la persona più indicata per dire se bisogna comprare qualche giocatori a gennaio. Io penso che siamo una grande squadra con ottimi giocatori che tante squadre vorrebbero avere”.
Ci sono similitudini tra Luis Enrique e Guardiola?
“Ogni persona ha il suo modo di agire. Di Guardiola non voglio parlare. Luis Enrique è molto diretto e sincero”.
Hai capito com’è il pubblico romanista?
“Mi sento un priviligiato. Non avevo mai visto nulla di simile nella mia carriera. Il pubblico è meraviglioso, ci dà una carica forte”.
FINE