Guardateci, siamo un gruppo. Stiamo tutti insieme, uniti, per chiudere una parentesi spigolosa. Ecco il messaggio dei giocatori della Roma. Che si sono trovati a cena, quattro giorni dopo la sconfitta di Udine e quella misteriosa baraonda che aveva coinvolto Osvaldo e Lamela. Nessun familiare, nessun dirigente, nessun membro dello staff tecnico era presente. E’ stata una cosa tra calciatori, a cinque giorni dalla partita di Firenze. Il conto? L’hanno pagato proprio Osvaldo e Lamela.
AMICIZIA -L’idea è stata di Totti, che ha avuto subito il supporto di Borriello: suggerire a Osvaldo e Lamela di invitare i compagni, per ringraziare la squadra della solidarietà dimostrata nei loro confronti. Sdrammatizzando alla romana, Osvaldo si è scusato per la “pizza” a Lamela con una pizza vera. E Lamela ha fatto capire che non ripeterà più certi errori di atteggiamento. Appuntamento intorno alle 21 in un ristorante dell’Eur, «Casa Novecento». Osvaldo è arrivato in compagnia dei vicini di casa Gago e Totti, che vivono nella sua strada al Torrino, e degli altri giocatori di zona, proprio a ridosso del Palalottomatica: Cassetti, Borriello e Pjanic.
IL PRECEDENTE -Si racconta di un’atmosfera molto leggera, piena di battute e vuota di tensioni da campo. Non è la prima volta che i romanisti si incontrano in un momento critico. Negli anni spallettiani i giocatori organizzavano periodicamente cene o uscite serali, mentre in questa stagione la squadra si era già data appuntamento su iniziativa (e offerta) di Totti in un ristorante del quartiere Tuscolano. Erano tempi altrettanto duri: la Roma era stata eliminata dall’Europa League e aveva perso la prima partita del campionato in casa contro il Cagliari, Luis Enrique sembrava già in discussione. Totti decise di invitare i compagni qualche giorno prima della sfida di San Siro contro l’Inter. L’evento fruttò un pareggio. Chissà che non sia di buon auspicio anche per la trasferta di Firenze.
Corriere dello Sport – Roberto Maida