ULTIM'ORA

Bandiera Aldair, vita da cinema

Bandiera Aldair, vita da cinema

Presentato il docufilm dedicato ad Aldair: il brasiliano ripercorre i tredici anni alla Roma tra derby, scudetto e legame con i tifosi.

Capitano prima di cedere la fascia a un ragazzino di nome Totti, leader della difesa e bandiera della Roma, Aldair è diventato un docufilm che, presentato ieri mattina al cinema Barberini, uscirà nelle sale il 21 maggio. Arrivato dal Benfica nel 1990, il brasiliano è rimasto per tredici stagioni in giallorosso, attraversando tre presidenze, momenti difficili e altri da sogno, in primis il terzo scudetto romanista.

Dopo la proiezione della pellicola “Aldair. Cuore giallorosso”, diretta da Simone Godano, prodotta da Groenlandia e Sky Italia e distribuita da Nexo Studios, l’ex calciatore ha parlato anche del derby: “Quello più bello è stato con Mazzone, quando vincemmo per 3-0. L’anno in cui ne perdemmo quattro di fila è stato brutto, anche se ne ho giocato solamente uno. L’attaccante più forte della Lazio che ho affrontato? Boksic, lui mi faceva girare la testa”.

Il commento sul progetto Gasp e l’addio alla Roma

Poi il focus si sposta sul presente e sul progetto di Gasperini: “È un buon allenatore, che si aspettava qualche giocatore arrivato un po’ tardi”. Chiaro il riferimento a Malen. Per Aldair le basi sono solide, ma servono altri giocatori capaci di spostare gli equilibri per tentare l’assalto al primo posto: “Penso che la squadra ci sia ed è importante che la società abbia dato fiducia al tecnico. Anche Capello il primo anno era in difficoltà, poi con due o tre acquisti come Batistuta e Samuel siamo migliorati e abbiamo vinto lo scudetto”.

Impossibile non passare attraverso il dolore del distacco: “È stato un momento triste. Dopo la partita d’addio sono andato al Genoa, ma non riuscivo più a giocare. Quando ero al top sarei potuto andare via anche io, avevo delle offerte, ma si fanno delle scelte. Totti è stato qua tutta la vita, Cafu è rimasto sette anni. Se vuoi, lo puoi fare anche oggi”.

Le voci dei protagonisti del film

Narrato dalla voce di Claudio Amendola, il film raccoglie testimonianze esclusive di grandi protagonisti del calcio e non solo, come Francesco Totti, Carlo Verdone e Zico. Ad arricchire ulteriormente l’opera c’è la colonna sonora firmata da Piotta. Il documentario è un viaggio intimo e poetico tra Italia e Brasile, nei luoghi dove Pluto è nato e cresciuto giocando a piedi scalzi.

A guidare il racconto c’è lo scrittore Sandro Bonvissuto. Per il regista Godano, “Aldair è un brasiliano atipico: lui, venendo da Bahia, è il fiume, la foresta, il silenzio”. Bonvissuto, invece, è andato oltre: “Per me era come un personaggio della grande letteratura brasiliana”. L’ex difensore ha vissuto l’esperienza delle riprese a modo suo: “Mi sento più ansioso di vedere il film di quando dovevo giocare la finale del Mondiale”.

CORRIERE DELLO SPORT (Lorenzo Scalia)

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

182578 articoli