Ufficiale: Daniele De Rossi resta alla Roma. Contratto di cinque anni, senza alcuna clausola. Stipendio top secret (ma non troppo…), vincolo fino al 30 giugno del 2017. È stato Franco Baldini, il dg della Roma, ad annunciare la fumata bianca. “In settimana abbiamo raggiunto l’accordo per il rinnovo di Daniele con la Roma”, ha dichiarato a termine della partita con l’Inter. “Non c’è ancora la firma, però…”, ha aggiunto Baldini. La sensazione è che l’autografo di De Rossi ci sarà stamani a Trigoria, quando il centrocampista si presenterà di fronte ai cronisti per svelare i dettagli del nuovo contratto.
Ricapitolando: accordo fino al 30 giugno del 2017, si sussurra stipendio annuo medio di circa 6 milioni di euro netti e nessuna clausola. Su questo punto, però, non si avrà mai la certezza, a patto che non venga ufficializzata da entrambe le parti. Potrebbe esserci una scrittura privata tra le parti, del resto, con eventuali cifre e scadenze. L’unica cosa certa, al momento, è che De Rossi resterà alla Roma. È stata una trattativa lunga (troppo lunga…), irta di difficoltà per il club giallorosso ma, alla fine, si è arrivati alla soluzione che giocatore, club e tifosi speravano. E non v’è dubbio che sia la Roma che De Rossi abbiano fatto un passo verso l’altro per stringersi la mano per i prossimi cinque anni. Perché Daniele aveva ricevuto offerte irrinunciabili che ha rifiutato; perché la dirigenza ha fatto uno sforzo non preventivato per non perdere (a parametro zero) un giocatore della portata di De Rossi. Aveva sempre detto, Daniele, che si trattava di una pura questione economica, perché la sua voglia di restare alla Roma non è mai vacillata: una volta raggiunta una intesa sul piano economico, tutto è filato via liscio.
“Non avevo dubbi che sarebbe rimasto, l’ho detto due, tre mesi fa. Non perché sapessi qualcosa ma perché vedo come si comporta e come lavora. Adesso non si potrà più parlare di questo argomento per i prossimi anni… Daniele ha il cuore romanista, è una bandiera e diventerà ancora più importante”, il commento di Luis Enrique.
Il Messaggero – Mimmo Ferretti