La proroga della scadenza per le plusvalenze a fine luglio darà una grossa mano alla Roma. Friedkin sceglierà come agire con l’Uefa.
Corriere dello Sport (G.Marota) – A Nyon devono essersi messi la famosa mano sulla coscienza. Con il Mondiale infilato all’alba di una finestra di mercato già di suo complessa a causa dei pochi soldi che girano, cedere e generare un valore economico è diventato per molti club sotto osservazione un’impresa simile a scalare l’Everest a mani nude. Così, alla luce delle tante sollecitazioni arrivate dalle società, la “possibilità” di una proroga di un mese dei tempi per effettuare le plusvalenze è diventata concreta.
Dan Friedkin gestisce la situazione
E le plusvalenze? Chiudendo l’esercizio con un rosso tra i 25 e i 30 milioni, gli aggiustamenti tecnici delle formule Uefa porterebbero il risultato 2026 sostanzialmente a zero. Certo è che per centrare l’obiettivo di sostenibilità sarebbe servita almeno una cessione top entro il 30 giugno, che però non è arrivata. Tutti i big, seguendo la linea di Gasp, sono rimasti a Trigoria. Ma, come detto, la Roma dovrebbe avere un altro mese (scadenza fine luglio) per limare eventualmente la parte relativa alle perdite nella documentazione che a ottobre dovrà presentare al massimo organismo del calcio europeo. La peggiore delle ipotesi, se neppure a luglio arriveranno plusvalenze sostanziose, sarà quella della sanzione. Che si articolerà in due direzioni: una multa salata da un lato, la limitazione delle liste nel 2027-28 con la possibilità di inserire 22 calciatori anziché 25 dall’altra.