Il mercato della Roma fatica a sbloccarsi, così come i rinnovi non sono completati. Dietro ci sono diverse motivazioni, Gasperini attende ma rimane fiducioso.
Il Messaggero (S.Carina) – Ad un mese dal debutto in campionato con la Fiorentina, la Roma è ancora ferma al palo. Un rinnovo sofferto (Dybala) annunciato il giorno del raduno, un altro in attesa (Pellegrini), uno svanito (Celik), nessun acquisto, appena una cessione (Romano), sette calciatori in meno (El Shaarawy, Ferguson, Tsimikas, Celik, Pellegrini, Venturino e Zaragoza) rispetto alla passata stagione con altri quattro (Salah-Eddine, Angeliño, Kumbulla e Dovbyk) con le valigie pronte, senza contarne un paio che restano sul mercato (Soulé e soprattutto Koné).
Un quadro del genere era difficilmente preventivabile e ipotizzabile al 24 luglio, soprattutto alla luce di una qualificazione in Champions tanto sorprendente quanto meritata, ma ha le sue motivazioni.Roma, i motivi del ritardo
A dir la verità non sono molte e soprattutto riconducibili ad un modus operandi che spesso e volentieri ha rallentato la macchina giallorossa nelle ultime stagioni. Non è la prima volta, ad esempio, che il direttore sportivo è annunciato così in ritardo. Era già accaduto con Ghisolfi e Massara. Quest’anno addirittura con la postilla della querelle con l’Atalanta che ha visto D’Amico diventare operativo ed entrare a Trigoria soltanto negli ultimi 10 giorni di giugno.
Vien da sé che con un mondiale di mezzo, tutto sia stato rallentato, a partire dalle cessioni in ottica Settlement Agreement, per non parlare della programmazione delineatasi in corsa. C’è poi una volontà, che fa a capo a Gasperini, di puntare in alto mantenendo l’ossatura della rosa dello scorso anno ma rimpinguandola con 3-4 acquisti, al netto delle partenze, e con due calciatori che potessero far fare il salto di qualità.
Greenwwod a destra e Summerville a sinistra era il sogno di partenza, magari confidando in un paio di cessioni celeri di Soulé e Koné. Per questo motivo ci si è intestarditi con l’olandese, addirittura andando oltre alla valutazione che veniva fatta inizialmente, proprio per provare ad accontentare l’allenatore.