
La Roma a Stelle e Strisce lotta da anni per avvicinare i bianconeri, ma la classifica quantifica ancora in 4 punti la distanza tra le due, e il weekend non ridurrà il gap (la Roma gioca martedì, mercoledì la Juve recupera la gara di Crotone). L’ultima settimana, semmai, ha inviato due volte il messaggio di allarme: prima il ko con la Samp, poi il rischio di uno Spezia-bis mercoledì, contro il Cesena in coppa Italia. Evitato solo al 94′ grazie a un rigore che Totti ha prima realizzato e poi difeso (“C’era”), sentendosi dire per questo, dal presidente dei romagnoli Lugaresi, che “Francesco recitava un nuovo spot in cui interpreta Pinocchio”. In realtà la distanza dalla Juventus è prima di tutto economica. Trigoria ha fatto impennare i ricavi un anno fa grazie alla Champions, oggi che non la gioca deve fare di conto: ha appena chiuso il mercato invernale rinunciando a spendere per rinforzarsi, accontentandosi della scommessa Grenier in prestito gratuito e provando fino all’ultimo a vendere Gerson e Paredes. Qualche mediatore sta ancora sondando i mercati di Russia e Cina – dove i club locali possono comprare – per piazzare uno dei due. E far tornare le cifre di un bilancio che deve chiudere in pari per non infrangere i paletti imposti dall’Uefa. Per questo non stupiscono le nuove voci di interessamenti cinesi a rilevare la società o almeno a entrare in partnership: Pallotta valuta il club intorno al miliardo, più o meno quello che serve per fare lo stadio e quanto gli sorgerà attorno. E convincere chi vuole investire che la Juve, in fondo, non è poi così lontana. Sempre che il ritorno allo stadio degli ultrà – quasi certo dopo l’annuncio del ministro Lotti di un incontro per rimuovere le barriere che dividono le curve dell’Olimpico – non complichi ulteriormente la ricerca della felicità.