PROVINI E INFORTUNI – Per cercare di compattare ancora di più il gruppo e perché poi quando le cose vanno male è sempre meglio stare tutti insieme che non, Garcia ha deciso di portare a Rotterdam anche Florenzi ed Iturbe. Difficilmente però saranno in campo, se non addirittura neanche in panchina. Anche se per Florenzi stamattina ci sarà un provino in extremis in palestra per vedere come reagisce la caviglia sinistra, quella martoriata a Verona da Hallfredsson, e capire se potrà almeno essere tra i 18. Piuttosto, ieri si è fermato anche Doumbia, che ha lasciato l’allenamento per un problema alla schiena. A qualcuno è scappato un risolino, non fosse altro per le ultime prestazioni dell’ivoriano. Anche per lui, però, si valuterà in giornata per capire se Seydou potrà esserci (molto più in panchina che in campo) o meno.
OLTRE LA COLLINA – Che poi, a conti fatti, una vittoria stasera vorrebbe poter dire veramente svoltare verso il sole e scavallare magari la collina, trovandosi un orizzonte totalmente diverso davanti a sé. «In queste ulti me settimane non abbiamo mai perso, ma neanche vinto — continua Garcia — Ecco ci servono le vittorie per dimostrare il valore dei ragazzi, che resta quello di prima. Per riuscirci do vremo essere più efficaci davanti e non avere episodi sfavorevoli come il gol che abbiamo preso in fuorigioco all’andata, per esempio. Stavolta però sarà diverso, sarà come una gara secca». Con la differenza che la Roma deve segnare però almeno un gol. E se riuscirà a farlo, stavolta non dovrà cadere nella tentazione di abbassarsi troppo. «Abbiamo passato gennaio a rincorrere, è umano che nelle ultime occasioni, trovatici in vantaggio, la squadra abbia indietreggiato per proteggere il risultato». E allora, magari, folli per folli che la Roma si conceda qualcosa in più. Dovessero ser vire due o tre gol, che si abbondi anche.
La Gazzetta dello Sport – A. Pugliese
