L’allenatore del Pana, Yannis Anastasiou, s’è preso un bicchiere in testa, quello dei biancorossi Vitor Pereira ha rivolto un gesto di reazione verso gli spalti che ha fatto infuriare gli ultrà: gli hanno tirato un seggiolino che ha sfiorato la sua spalla, e in cinquanta l’hanno rincorso a fine gara. A inizio della ripresa l’ex del Palermo Pajtim Kasami, che ora gioca al Pireo, è stato colpito da una bottiglia e scottato da un fumogeno: l’arbitro ha sospeso per alcuni minuti la gara. Alla fine, il bilancio è stato di due tifosi dell’Olympiacos feriti, undici arresti, un giocatore (Olaitan) ricoverato in ospedale per miocardia da stress. Ma era solo il primo round: martedì il derby è proseguito all’assemblea di Lega. Dove Marinakis ha incrociato il suo rivale, Giannis Alafouzos, tycoon televisivo e patron del Panathinaikos.
La riunione è stata interrotta per ko tecnico: si sono presi a botte. «Marinakis mi ha gettato una bottiglia d’acqua addosso, e la sua guardia del corpo ha colpito con un pugno il mio vice», ha detto Alafouzos. Il suo vicepresidente è Vasilis Konstantinou, ex portiere della nazionale: è uscito tenendosi il labbro. Questa rissa, più degli incidenti allo stadio, ha convinto Tsipras a dire basta. Il calcio si era già fermato in Grecia a settembre, per la morte di un tifoso dell’Ethnikos Pireo, dopo due settimane d’agonia in seguito all’aggressione a Creta dagli ultrà locali, e a novembre, per l’agguato al dirigente arbitrale Christoforos Zografos.
La Repubblica – F. S. Intorcia
